Consulenti: con ripresa contagi a rischio produttività pmi

Roma, 22 ott. (Adnkronos/Labitalia) – Cassa integrazione e ristrutturazioni aziendali, ma anche gestione dei contagi e produttività a rischio. Sono tante le criticità che le pmi italiane si troveranno ad affrontare in questo autunno con il riesplodere della pandemia. E secondo l’indagine ‘Crisi, emergenza sanitaria e lavoro nelle Pmi’, che sarà presentata al Festival del Lavoro in programma oggi e domani 23 ottobre, tra le principali criticità che dovranno essere affrontate, alla luce del riesplodere della pandemia, al primo posto vi sarà la ripresa del ricorso alla cassa integrazione, come indicato dal 62,8% dei consulenti del lavoro rispondenti, conseguente all’inevitabile rallentamento di molte attività a seguito del mutato contesto.
A seguire, ma distanziati, il 42% circa dei rispondenti indica l’avvio dei processi di ristrutturazione, ritardati dal blocco dei licenziamenti, ma anche l’abbassamento dei livelli di produttività, elemento di crescente preoccupazione per la sostenibilità di tante piccole e medie attività.
Altro elemento di criticità sarà la gestione delle esigenze del personale, legate alla diffusione dei contagi (quarantene, assenze) ma anche alla conciliazione per tutti quei genitori che potrebbero ritrovarsi a dover gestire nuove emergenze famigliari: indica tale item il 39,1% dei rispondenti, ma al Nord la percentuale sale significativamente, risultando tale aspetto tra i più critici da affrontare nelle prossime settimane.
Al confronto, si registra, secondo l’indagine dei consulenti del lavoro, minore preoccupazione rispetto alla inevitabile riorganizzazione del lavoro in azienda (30,9%), con turni e attività da casa così come al possibile incremento dei costi per la sicurezza riferiti alla gestione della ‘seconda ondata” (29,3%). Complessivamente, gli aspetti organizzativi preoccupano al momento più di quelli sanitari: il 20,9% dei rispondenti indica la gestione dell’emergenza contagi come possibile criticità con cui le pmi dovranno confrontarsi.
Le misure che le aziende piccole e medie potrebbero porre in essere nelle prossime settimane, a seguito della ripresa dei contagi, sono destinate ad impattare fortemente sulla loro produttività, considerate le maggiori difficoltà che queste incontrano nel fronteggiare l’emergenza: sostengono mediamente costi più elevati per adeguare procedure e sistemi di sicurezza e salute dei dipendenti alle normative Covid; hanno maggiore difficoltà ad organizzare e gestire il lavoro a distanza; presentano situazioni più critiche sul fronte del calo dei fatturati, gestione della liquidità; sono di base già caratterizzate da livelli di produttività più bassi delle grandi aziende.
Secondo il 59,4% dei consulenti del lavoro, la ripresa dei contagi impedisce il mantenimento dei livelli di produttività aziendale: il 10,7% li considera del tutto incompatibili con la pandemia e ne prevede il crollo, il 48,7%, poco compatibili, con prevedibile forte riduzione.