Covid, abiti da sartoria trattati con tecnologie per proteggere tessuti e salute

Palermo, 22 ott. (Adnkronos) – “Il Covid 19 ogni giorno d più sta condizionando le nostre vite e la nostra economia, ma la ricerca non si ferma, e nell’attesa che sia trovato un vaccino, noi stiamo concentrando la nostra azione su un nuovo formulato nanotecnologico per proteggere gli abiti del made in Italy rendendoli anti batterci. Il nostro intento è cercare di contribuire a far ripartire l’industria della moda e nello stesso tempo tentare di proteggere la nostra salute attraverso questa tecnologia che abbiamo provato con ottimi risultati su indumenti da alta Sartoria. Speriamo sia applicata anche per abiti da cerimonia, e che questa iniziativa possa contribuire ad aiutare un altro dei settori più in crisi in questo momento: quello degli eventi”. A dirlo Sabrina Zuccalà, direttore del laboratorio di Nanotecnologie ‘4ward360″ dopo aver applicato questa nuova tecnologia ad un abito dell’alta sartoria Milanese che sarà presentato il prossimo 7 Novembre a Milano durante un evento dell’artista milanese Germano Lanzoni con i talenti della moda Fimelatoando .
‘Dopo aver creato, primi in Italia, un formulato nanotecnologico antibatterico per i tessuti delle mascherine occupandoci, tra l’altro, delle mascherine della presidenza del Consiglio e del ministero della difesa diventando fornitore nell’Operazione Eunaform-Med Irini.’ – prosegue Zuccalà – ora abbiamo realizzato altre nanotecnologie per i più importanti brand della moda e per la Sartoria d’eccellenza. Puntiamo su abiti non solo idrorepellenti, ma antibatterici: auspichiamo possano incentivare la realizzazione di nuovi indumenti per cerimonie, infondendo fiducia a tutto il settore, affinché riprendano con le giuste precauzioni e senza pericoli. C’è un intero comparto che ha bisogno di risposte e concretezza. Migliaia di lavoratori che operano nel settore dei grandi eventi, della moda, delle cerimonie oggi sono nella totale incertezza. La riduzione delle persone consentite a questi grandi eventi ha mandato in tilt una macchina organizzativa che per realizzare ogni singolo evento lavora mesi e coinvolge professionalità che spaziano in tantissimi campi”.
“Il settore della moda merita più rispetto e attenzione – prosegue Zuccalà _e sono d’accordo con quanto dichiarato di recente dal ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini che ha detto: ‘La nostra moda è parte dell’arte italiana contemporanea e non c’è mai stata come ora questa consapevolezza. Al suo interno ci sono secoli di bellezza entrati nel nostro dna, di cultura, di conoscenza dei mestieri e di saperi tramandati’. Prendendo spunto da queste parole vogliamo incentrare il nostro focus operativo su questa innovativa linea, puntando sulla sicurezza e sull’innovazione. Insieme possiamo contribuire a rendere più normale la vita anche in tempo di Covid, dando una mano alla moda e alla sartoria italiana”.