Ricciardi: “il calcio deve fermarsi in alcune aree del Paese”

Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Speranza ha affrontato l'argomento del mondo del calcio alle prese con il Coronavirus

“Il protocollo va sicuramente riscritto. Era stato fatto a maggio in una fase dell’epidemia calante e che si riferiva alla conclusione del campionato, non alla gestione ordinaria del campionato in una fase di recrudescenza del virus. Ora è anche peggio di maggio perché ci approssimiamo all’inverno e la situazione non è più localizzata come nella prima fase”. Sono le dichiarazioni di Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Speranza durante l’intervista a Tiki Taka.

Su Juventus-Napoli: “io sto dalla parte dell’Asl che ha applicato i protocolli per non far diffondere il virus”.

“Il calcio in Italia rappresenta molto di più che un semplice sport. Ma questo non deve andare a scapito della salute. Le priorità attualmente sono quelle di alimentare il Paese anche dal punto di visto produttivo con le fabbriche devono continuare a produrre. Si rischia quindi lockdwon del pallone? “Spero di no ma l’indice di contagiosità che vediamo in alcune aree del nostro Paese è preoccupante: Vedi Milano, Napoli e Roma. Alcune zone del Piemonte e Liguria. Servirebbero delle chiusure mirate che scongiurerebbero uno lockdwon generalizzato. Mi spiace perché se non ci fosse stato il “liberi tutti” sarebbe stato molto più facile tutto. In alcune aree sarebbe necessaria la sospensione del calcio e bisognerebbe farlo subito, bastano 2-3 settimane per risollevare la situazione”.