M5S: Beghin a Corrao, ‘politica diventata serbatoio dell’ego?’

Roma, 4 nov. (Adnkronos) – “Apprendiamo che l’europarlamentare Ignazio Corrao ha deciso, assieme ad altri tre colleghi, di licenziare otto collaboratori per la comunicazione del Movimento 5 Stelle perché non andava abbastanza in televisione. Prendiamo atto che anziché battersi per i cittadini, in un momento di crisi e nel pieno della seconda ondata della pandemia, la sua priorità è quella di andare in tv. Tuttavia, questa dichiarazione fa sorgere una riflessione: cosa è diventata la politica? Un serbatoio dell’ego?”. Così Tiziana Beghin, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo
“I numeri tra l’altro lo smentiscono – prosegue l’europarlamentare – Corrao è stato in televisione, tra programmi diurni e di prima serata, ben 39 volte da inizio anno. Il tutto considerando che ha dovuto anche scontare un procedimento interno che lo ha portato ad un mese di sospensione dal Movimento e diverse volte in cui per problemi personali non ha potuto partecipare ai programmi tv. Vuol dire almeno 4 volte al mese, cioè in altre parole che ogni settimana Corrao è apparso in televisione. Quindi 39 volte, che è il contrario di ‘mai”, e questa polemica è poco rispettosa rispetto ai colleghi che frequentano meno gli studi televisivi”.
“La verità è che i quattro europarlamentari hanno scelto di scaricare le tensioni politiche dentro il Movimento 5 Stelle sulla pelle di otto collaboratori che in questi sei anni hanno sempre gestito la comunicazione in modo professionale e impeccabile. Tutti gli operatori del settore lo possono testimoniare. Spesso in passato questi europarlamentari si sono spesi in dichiarazioni pubbliche in difesa della libertà di stampa e della categoria dei giornalisti, nei fatti hanno invece dimostrato il contrario calpestando senza pensarci due volte la loro professionalità e umanamente è qualcosa che fa male. In delegazione, ma non solo, siamo davvero rimasti tutti senza parole e faremo del nostro meglio per rimediare a questa decisione grave e salvaguardare il lavoro di tutti i nostri collaboratori in un momento già difficile per la nostra economia”, conclude.