Caso Obi, scintille tra Pisa e Chievo: pesantissime accuse di razzismo

Accuse tra Pisa e Chievo dopo l'ultima giornata del campionato di Serie B, nel mirino una frase contro Obi

Ieri è andata in scena la 14esima giornata del campionato di Serie B, sono arrivate tantissime indicazioni per le zone alte e basse della classifica, ma soprattutto un presunto episodio di razzismo che ha portato tantissime polemiche. La partita in questione è Pisa-Chievo, 2-2 il risultato finale con la rimonta a tempo quasi scaduto della squadra di Aglietti. Ma si è scatenato il finimondo per una presunta frase razzista pronunciata nei confronti di Obi.

Caso Obi, il comunicato del Chievo

Obi
(Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images for Lega Serie B)

Tutti i dettagli sono stati svelati dal Chievo attraverso un comunicato ufficiale. “In seguito alla frase razzista «La rivolta degli schiavi» pronunciata dal giocatore del Pisa Michele Marconi al centrocampista Joel Obi durante il primo tempo della partita Pisa – ChievoVerona, la società esprime la massima solidarietà verso il suo giocatore, oggetto di una infamante e squallida frase, che nulla ha a che fare con i più elementari e basilari valori di sport, etica e rispetto. L’A.C. ChievoVerona condanna e stigmatizza fermamente il comportamento razzista subito da Joel Obi, e si rammarica perché ad una frase sentita dai più in campo non sia seguito alcun provvedimento disciplinare: né da parte dell’arbitro, né da parte dell’assistente e quarto uomo, né il procuratore federale. L’A.C. ChievoVerona, da sempre convinta sostenitrice dei valori di etica, rispetto e fair play – continuerà a restare in prima linea nella lotta contro ogni forma di razzismo o violenza, dentro e fuori da qualsiasi campo di gioco”.

Caso Obi la risposta del Pisa

Il Pisa ha deciso di rispondere per le rime con un altro comunicato pubblicato sul sito ufficiale: “Il Pisa Sporting Club prende le distanze da quanto riportato a mezzo comunicato stampa dalla società Chievo Verona. L’episodio incriminato non è stato rilevato dalla quaterna arbitrale, né dai responsabili di Lega e Figc presenti a bordo campo, né dai numerosi microfoni televisivi presenti a ridosso dei protagonisti. Il nostro tesserato, peraltro, ha confermato di non aver rivolto alcun epiteto offensivo al calciatore avversario, tantomeno a sfondo razziale. La società Pisa Sporting Club è attiva da sempre in ambito sociale, collabora a progetti di integrazione e di aiuto verso le fasce più deboli, sull’esempio tracciato dalla propria tifoseria conosciuta in tutta Italia anche per iniziative benefiche e di lotta verso il razzismo. Il Pisa Sporting Club, per tali motivi, non accetta lezioni di comportamento da nessuno, tantomeno da chi non si è certo distinto negli ultimi anni per i valori dell’etica, del fair play e del rispetto delle regole basilari dello sport”.