Zlatan Ibrahimovic racconta i momenti di ‘follia’ dopo la positività al Coronavirus

Zlatan Ibrahimovic torna a parlare del momento difficile dovuto alla positività al Coronavirus. Il racconto dello svedese

Zlatan Ibrahimovic è fermo ai box a causa di due infortuni che hanno ritardato il ritorno in campo, lo svedese continua a confermarsi come uno dei migliori nel suo ruolo: le qualità e l’esperienza riescono ancora a fare la differenza nel campionato di Serie A. Il calciatore del Milan ha dovuto fare i conti con la positività al Coronavirus, si è subito ripreso e l’ha dimostrato anche nelle successive partite.

Ibrahimovic, l’esperienza con il Coronavirus

Ibrahimovic
(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Ibrahimovic ha parlato del Coronavirus e in un’intervista a ‘7’, settimanale del Corriere della Sera ha svelato alcuni retroscena. “Quando all’inizio mi è capitato, ero abbastanza tranquillo, quasi incuriosito, vabbè, voglio vedere cos’è questo Covid. Ha colpito tutto il mondo, una grande tragedia, adesso è arrivato da me. Ero a casa ad aspettare, vediamo cosa succede. Mal di testa, non fortissimo ma fastidioso, una cosa tosta. Ho anche perso un po’ il gusto. E stavo lì tutto il tempo, a casa, incazzato, non potevo uscire, non mi potevo allenare bene. Stare fermo è terribile. A un certo punto parlavo con la casa e davo i nomi ai muri. Diventa un fatto mentale. Ti fissi e ti immagini tutti i mali addosso, anche quelli che non hai. Una sofferenza per quello che senti e per quello che pensi di sentire. Questo virus è terribile e non va sfidato. Distanze e mascherine, sempre”.