**Libri: Palmaroli-Osho, ‘su cosa si ride? Conte, Trump…ma anche il Papa ci mette del suo’**

Roma, 22 nov. (Adnkronos) – “Si parte dalla caduta del governo gialloverde con Salvini, si attraversa il covid con Conte, si passa per le elezioni americane con Trump e diciamo che anche il Papa ci ha messo del suo”. Federico Palmaroli da oggi in libreria con ‘Vedi de fa’ poco lo spiritoso. Il meglio (e il peggio) di un anno italiano’ (Rizzoli, pp. 168), racconta all’Adnkronos i temi e i personaggi ‘caldi’ del suo nuovo libro nel quale ripercorre, attraverso le sue ormai celebri vignette, le vicende che hanno animato, nel bene e nel male, l’ultimo periodo storico del nostro paese e non solo.
“Purtroppo nell’ultimo periodo non si è parlato d’altro che di covid, da marzo in poi tutte le vicende della politica hanno ruotato intorno a quello, e questo per la satira da un lato è un po’ un limite -spiega l’autore- I dpcm magari variavano un po’, ci sono state varie fasi ma come temi è stato un anno un po’ monotematico”. Fatto sta che però, complice sicuramente il pathos degli italiani incollati ai social su ogni notizia a tema covid, le vignette sull’argomento hanno ‘sbancato’, raggiungendo numeri impressionanti a livello di visibilità e di apprezzamento sui social.
“Quando ci sono i provvedimenti sulle chiusure, sugli orari, su misure che riguardano la propria libertà personale, beh cimentarsi su quello è un modo per vincere a mani basse -si schermisce Palmaroli- La vera difficoltà del fare satira politica è farla quando non c’è granché su cui parlare”. Tra le notizie che hanno avuto più appeal “sicuramente le vignette sulle dirette di Conte sono state tra le più gettonate, un po’ dramma, un po’ farsa -rivela l’autore- Ma anche molto la questione dei ristoranti, delle chiusure, dei limiti delle persone a tavola. Io lì mi sono sbizzarrito parecchio, perché parliamoci chiaro: se c’è una cosa che non ci devono toccà a noi italiani, è magnà! La domenica al ristorante è un po’ come se accumulassimo la frustrazione di tutta la settimana e la sfogassimo a tavola”.