Mes: su riforma c’è fronda M5S, maggioranza confida in mediazione/Adnkronos (2)

(Adnkronos) – Detto questo il corposo numero di parlamentari M5S che ha sottoscritto la lettera viene attenzionato dalla maggioranza. Specie riguardo ai numeri del Senato. Ma, spiegano fonti parlamentari dem, si confida che di qua al 9 dicembre la cosa venga ricomposta tra chi ritira la firma (come è già accaduto oggi) e l’azione dei vertici pentastellati per contenere il numero dei possibili dissidenti.
Il fatto che Luigi Di Maio abbia definito “peggiorativa” la riforma del Mes non viene valutato come l’equivalente di un voto contrario in aula. “E’ una critica, non ha detto di votare no”, si osserva inquadrando i sommovimenti nel Movimento come posizionamenti interni. Inoltre si guarda anche a Forza Italia, sempre in un ottica di pallottoliere al Senato. Certo, se i 16 dissidenti votassero no e lo facesse anche Fi insieme a Lega e Fdi la maggioranza andrebbe sotto a palazzo Madama. E cadere sulla politica estera comporterebbe uno scossone alla tenuta del governo.
E l’aria che tira nei palazzi, dicono fonti parlamentari, non è quella che il 9 dicembre si apra una crisi. E per quanto riguarda Fi, c’è chi si aspetta che, alla fine, non ci sarà un voto contrario. Un’astensione o non partecipazione al voto non viene esclusa. Per Goffredo Bettini “desta molta sorpresa e preoccupazione l’improvviso cambio di linea di Forza Italia che ha annunciato l’intenzione di non sostenere in Parlamento la riforma del Mes (…) sarebbe paradossale se il Cavaliere buttasse via tutto, proprio su un punto distintivo e vitale per il suo partito”. Bettini auspica quindi un ripensamento altrimenti le componenti europeiste azzurre “si troverebbero molto in sofferenza, strette in un recinto dominato dalla Lega e da Fratelli d’Italia”.