Svolta sulla morte di Maradona: sempre più viva la strada del reato di omicidio colposo

E' una situazione sempre più particolare legata alla morte di Diego Armando Maradona, si complica la situazione dei medici

Nuovi importanti dettagli sulla morte di Diego Armando Maradona, si complica la posizione dei medici: Leopoldo Luque e Agustina Cosachov sono gli indagati dopo il decesso del calciatore più forte di tutti i tempi. Si sta provando a fare luce su una situazione che ancora ha poco di certo, in particolar modo dubbi sugli ultimi giorni di vita dell’ex Pibe de Oro. Il medico personale e la psichiatra dovrebbero finire presto a processo per il reato di ‘omicidio colposo’. Secondo quanto emerso “il paziente non era monitorato, non era sottoposto a continuo controllo medico come le sue condizioni avrebbero richiesto e non assumeva alcun farmaco per le sue patologie cardiache”. 

L’esito delle indagini

Leopoldo Luque
(Photo by Marcos Brindicci/Getty Images)

Le indagini condotte dagli inquirenti hanno fatto emergere “grave incuria da parte dei medici, nessuno si occupava del paziente”. A rischiare di più è sicuramente Leopoldo Luque che ha firmato la lettera di dimissioni nonostante le raccomandazioni di procedere con il ricovero di Maradona.

La confessione di Ortega

Ariel Ortega è stato un ex compagno di Diego Armando Maradona e intervistato da Tyc Sports ha svelato un retroscena. “Amo Diego, non riesco a descrivere quanto abbia significato per me. Nel 1994 mi è capitato di condividere la stanza con lui. Se ci penso, credo che siamo in pochi a poterci permettere di raccontare una situazione del genere. Io neanche ci volevo stare in camera con Diego, mi vergognavo”. 

Sempre su Maradona conclude: “Mi disse che la camera era la mia, di prenderne il pieno controllo e di fare ciò che volevo. Mi è sembrato incredibile: sembrava che io fossi Maradona e che lui fosse Ortega. Diego aveva un’umiltà straordinaria. Ho scoperto il lato umano di Diego non di Maradona. Ed era una persona fantastica”. 

La morte di Maradona è sempre più un giallo: l’ex Pibe de Oro non doveva essere dimesso!