I retroscena di Ibrahimovic: le bici rubate, gli schiaffi della mamma e la scelta di tornare al Milan

Zlatan Ibrahimovic non è mai banale, tutte le confessioni del calciatore del Milan. L'adolescenza è stata molto particolare

Zlatan Ibrahimovic non è mai banale. L’attaccante del Milan è fermo ai box a causa di due infortuni, il club rossonero ha continuato la marcia scudetto e guida la classifica del campionato di Serie A. Lo svedese ha una personalità incredibile, le dichiarazioni lasciano sempre il segno. La vita del calciatore è stata al limite, come conferma Ibra in un’intervista a Sportweek.

Gli aneddoti di Ibrahimovic

Ibrahimovic
(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

La decisione di scegliere il Milan: “è il club dove mi sento a casa. Vado a Milanello ogni mattina e non ho fretta di tornare a casa, perché sono a casa. Mi sono sentito così la prima volta che sono venuto al Milan, era il 2010. Con Galliani e Berlusconi, con la squadra, tutti quelli che lavoravano lì, c’era un altro feeling, un’altra atmosfera. Ti facevano sentire a casa. ‘Sei a casa tua, fai quello che vuoi però devi portare i risultati’. Il Milan è il top of the top. A Milano ho tanti amici, non sarà strano per me viverci anche quando avrò smesso di giocare”. 

Zlatan Ibrahimovic racconta i momenti di ‘follia’ dopo la positività al Coronavirus

Il rimpianto (ma non troppo) del Pallone d’Oro

Napoli Milan
(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Ibra non è riuscito a vincere il Pallone d’Oro: “Non cambierei i miei 12 Guldbollen per uno di France Football. Perché per me significano continuità. Ho visto tanti che hanno vinto Mondiale, Europeo, Champions League, anche il Pallone d’oro, hanno avuto un anno meraviglioso, fantastico, poi dopo sono spariti. Invece io sono nel game da 25 anni. Sempre al top. Sempre al top”.

L’adolescenza particolare: “ci sono le biciclette che rubavo quando ero giovane, non una, tante: per andare all’allenamento dovevo fare 7 chilometri, non avevo i soldi per comprarla e se per strada ne trovavo una, la prendevo… in prestito. Prendevo, andavo, poi qualcuno la prendeva a me. Si faceva a giro. Poi una volta ho rubato quella del mister della Primavera del Malmoe, Jula. Dopo l’allenamento ero stanco e dovevo tornare a casa. Dopo tre giorni gliel’ho restituita, è lì che mi sono inventato la storia del prestito: gli ho detto ‘mister, ti ho riportato la bike’. L’avevo presa solo in prestito”. 

Le confessioni di Ibrahimovic

Il rapporto con la madre Jurka: “è forte, è la più forte di tutti. Quando non facevo le cose, mi picchiava. Quando sbagliavo, anche se non pensavo di sbagliare e invece sbagliavo, lei mi picchiava forte, forte. Molto forte. E picchiare me… Anche adesso mi attacca quando non va bene qualcosa. Aveva un budget piccolo e doveva cucinare per tanti. Mi buttava fuori: mangi troppo. Quando sbagliavo, mi picchiava”.