Il retroscena sul festino alla Juventus: “tutti senza mascherina e taxi con a bordo ragazze”

Nuovi dettagli sul festino organizzato dal centrocampista della Juventus Mckennie, il retroscena dal vicino di casa

E’ sempre più giallo sul festino organizzato dal calciatore della Juventus McKennie, sono state violate le regole contro il Coronavirus ma soprattutto il club bianconero ha intenzione di sanzionare pesantemente i calciatori che hanno partecipato alla festa: oltre al centrocampista presenti anche Dybala e Arthur. Non è una stagione facile per la Vecchia Signora che deve fare i conti anche con problemi fuori dal campo, inoltre i risultati non sono stati di certo all’altezza: in campionato è distante dall’Inter e non ci sono i margini per tornare in corsa per lo scudetto, mentre in Champions League è stata eliminata agli ottavi di finale dal Porto.

Il retroscena sul festino della Juventus

McKennie Arthur
Foto di Alessandro Di Marco / Ansa

Emergono nuovi dettagli sul festino organizzato dai calciatori della Juventus, la situazione è sempre più delicata. A parlare è stato un vicino di casa, intervistato da ‘Il Corriere della Sera’: “Non credo che essere un calciatore famoso dia il diritto di essere sopra le regole. Verso le 22.30 sono uscito a portare a spasso il cane, ho visto una fila di auto parcheggiate a bordo strada e un gruppo di persone, tutte senza mascherina, di fronte al cancello. C’erano Mercedes con targa spagnola, tante Jeep e poi sono arrivati diversi taxi con a bordo giovani ragazze. Visto che le cene tra amici non sono consentite e il coprifuoco era scattato da un pezzo, ho deciso di avvertire le forze dell’ordine”. 

Infine altri dettagli: “I carabinieri hanno identificato una decina di invitati? Mi sembrano pochi, secondo me erano molti di più, magari qualcuno si è allontanato. Non ho nulla contro McKennie, che è un ragazzo tranquillo. Sta a casa o va allenarsi, mi sembra un bravo professionista. E io sono un tifoso bianconero. Per questo mi dispiace, ma se invece di andare alle feste pensassero di più al campo…”.

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