La Serie A resta a 20 squadre: l’ennesima occasione persa

Tutti i dubbi sulla decisione della Serie A di confermare il format a 20 squadre: è l'ennesima occasione persa

CalcioWeb

La recente decisione della Lega Serie A di confermare il format a 20 squadre ha suscitato una serie di reazioni contrastanti all’interno del panorama calcistico. E’ andata in scena l’Assemblea e appena 4 club su 20 hanno votato per il passaggio a 18 squadre: Inter, Juve, Milan e Roma. Tutte le altre hanno votato per la conferma a 20. Urbano Cairo, presidente del Torino, ha attaccato le 4 big del campionato di Serie A: “hanno sbagliato, è sembrata una super leghina”, le parole del numero uno granata.

Le parole arrivano dal presidente di una squadra medio-piccola e con interessi a mantenere la categoria ‘allargata’ per avere maggiori possibilità di raggiungere la salvezza e individuare quasi sempre tre squadre nettamente inferiori e poco competitive in campionato. E’ già successo e anche il campionato in corso è poco affascinante nelle zone basse. Un po’ sorprendente la decisione di squadre come Lazio, Atalanta, Fiorentina e Napoli che hanno votato per il format a 20.

Urbano Cairo
Foto di Alessandro Di Marco / Ansa

Serie A: l’ennesima occasione persa

La decisione delle squadre di Serie A rappresenta l’ennesima occasione persa per il massimo campionato italiano di calcio. Mentre altre leghe europee si sono mosse verso una ristrutturazione che favorisce la competitività delle squadre, la Serie A sembra restare immobile, incapace di adattarsi ai cambiamenti e di affrontare una fase di evoluzione.

Una delle principali conseguenze di questa scelta è il danneggiamento delle squadre italiane in Europa. Con una stagione di Serie A che rimane a 20 squadre, le squadre italiane sono costrette ad affrontare un numero troppo elevato di partite (come dichiarato giustamente dal presidente Scaroni) con i conseguenti problemi di fatica accumulata e rischio di maggiori infortuni. I presidenti sono obbligati ad investimenti importanti per costruire squadre extra-large a discapito della qualità.

La conferma della Serie A a 20 squadre continua a sovraccaricare i calendari delle squadre e dei calciatori, con il rischio di compromettere anche le prestazioni della Nazionale italiana. I calciatori italiani saranno chiamati ad un tour de force nella fase finale della stagione per concludere la stagione nei tempi previsti e farsi trovare pronti per l’inizio del prossimo Europeo. L’ultima giornata del campionato di Serie A è prevista il 26 maggio, in Bundesliga invece il 18 maggio, così come in Ligue 1. L’inizio dell’Europeo è fissato per il 14 giugno e alcuni calciatori avranno maggiore tempo di recupero.

Inoltre il campionato di Serie A rischia di perdere appeal agli occhi dei tifosi e degli addetti ai lavori. Con un numero elevato di squadre, molte delle quali non hanno una storia ricca o un seguito significativo, si rischia di rendere le partite meno interessanti per gli appassionati. Le partite alle 15:00 di sabato, il lunch match o le partite delle 15:00 di domenica sono quasi sempre poco interessanti e con poco seguito.

La decisione, dunque, di confermare la Serie A a 20 squadre è incomprensibile. Un po’ come il no alla Superlega.

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