Juventus, il bilancio di Allegri sul secondo ciclo: “la dirigenza mi ha chiesto di puntare sui giovani”

Il bilancio di Massimiliano Allegri sul secondo ciclo alla guida del club bianconero

CalcioWeb

Il rendimento di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus è sempre più deludente e addirittura continuano a circolare voci di rinnovo. Il tecnico toscano è in scadenza di contratto nel 2025 e potrebbe prolungare per un’altra stagione o comunque rispettare la naturale scadenza.

Il rendimento dei bianconeri nelle ultime giornate di Serie A è stato addirittura da retrocessione e anche la Champions League è a rischio.

Il bilancio del tecnico bianconero

“Quando sono tornato (per la sua seconda esperienza da allenatore, nell’estate 2021) mi è stato chiesto di ringiovanire la squadra. L’obiettivo era quello di inserire tre calciatoti Next Gen ogni anno, abbassare il monte salari e rendere la squadra sostenibile pur rimanendo competitiva”. Sono le dichiarazioni del tecnico nel corso di una lunga intervista a The Athletic.

“Quest’anno in prima squadra ci sono tanti giovani. Tanti nostri ragazzi giocano in altre squadre di Serie A. La società ha fatto un ottimo lavoro. Per essere sostenibile il calcio italiano deve percorrere questa strada”, ha spiegato. “Cerchi di sfruttare al massimo i bei momenti. Allora sai che dopo un po’ arriva il difficile. Tutti i giovani giocatori ci passano. Miretti e Fagioli lo hanno sperimentato. Anche Yildiz ce la farà. I giovani hanno alti e bassi. Non raggiungere la maturità prima dei 25, 26 anni. Chi ha più forza mentale arriva prima. Il picco di un giocatore non è cambiato. Dicono che tra i 26 ei 30 anni sia l’età migliore perché ormai hai esperienza, sei maturato e migliori. Anche 40 anni fa era così”, ha ricordato il tecnico bianconero.

Massimiliano Allegri
Foto di Alessandro Di Marco / Ansa

Il confronto con il primo periodo in bianconero

“Dobbiamo adattarci e capire che i nove scudetti consecutivi sono stati una cosa straordinaria. Non succederà più in Serie A. Ci sono stati solo due casi simili nella storia della Juventus: i cinque anni consecutivi sotto Carlo Carcano e Carlo Bigatto negli anni ’30 ed i nove consecutivi dal 2012 al 2020, poi la Juventus al massimo ne ha vinte due di fila. I nove di fila hanno sconvolto le percezioni perché la realtà è diversa”, ha spiegato.

Sul confronto con il resto d’Europa: “ormai è impossibile colmare il divario (finanziario) tra Premier League e Serie A. Quindi dobbiamo andare avanti in questa direzione: lavorare sullo sviluppo dei giovani, sulla Next Gen. È normale che con la riforma della Champions League, che sarà dura da vincere, sarà un discorso tra le prime otto e sarà difficile che una di queste non riesca a vincere. Lo stanno facendo (il ‘modello svizzero’) per assicurarsi che le migliori otto arrivino alla finale, credo, perché vogliono che sia uno spettacolo”. 

Infine sul nuovo format della Champions: “questo ti dà la possibilità di lavorare ancora di più sullo sviluppo giovanile, sull’essere sostenibile e competitivo nel tuo campionato, e assicurarti di qualificarti per la Champions League ogni anno, per poi passare un buon anno nella competizione e provare ad andare il più avanti possibile”, ha concluso.

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