Filippo Inzaghi presenta il libro ‘Il momento giusto’: aneddoti, vita privata e futuro | FOTO

Filippo Inzaghi ha presentato 'Il momento giusto': confessioni e retroscena sulla vita dentro e fuori dal campo

  • presentazione libro Inzaghi
    Foto CalcioWeb
  • presentazione libro Inzaghi
    Foto CalcioWeb
  • presentazione libro Inzaghi
    Foto CalcioWeb
  • presentazione libro Inzaghi
    Foto CalcioWeb
  • presentazione libro Inzaghi
    Foto CalcioWeb
  • presentazione libro Inzaghi
    Foto CalcioWeb
  • presentazione libro Inzaghi
    Foto CalcioWeb
/
CalcioWeb

E’ arrivato il ‘Momento giusto’: Filippo Inzaghi torna a Reggio Calabria a distanza di quasi un anno dall’esperienza sulla panchina della Reggina. L’ex attaccante del Milan è legato da un rapporto fantastico con la città e con i tifosi amaranto e trova sempre l’occasione per incontrare vecchi amici.

In attesa di una panchina per la prossima stagione, SuperPippo ha presentato a Reggio Calabria il suo libro dal titolo ‘Il momento giusto”. L’appuntamento è andato in scena al CineTeatro Odeon e ha riscontrato l’entusiasmo degli appassionati di calcio.

Filippo Inzaghi ha affrontato varie tematiche legale al calcio e non solo: le ansie, le paure, le ambizioni, i record conquistati e le fantastiche vittorie.

La presentazione del libro di Inzaghi

“E’ sempre molto emozionante tornare a Reggio, vedo tanti amici. Questa città rappresenta qualcosa di molto importante per me”, le prime parole di Filippo Inzaghi. “A questa città devo molto, mi ha fatto conoscere tanti amici. Questa piazza merita la Serie A, magari un giorno ci ritroveremo per completare l’opera”, le parole di Superpippo sull’esperienza in Riva allo Stretto.

“Io e mio fratello siamo cresciuti con il pallone. Chi nasce così ha rispetto dei tifosi e delle persone. In questo libro racconto anche le difficoltà personali. Siamo sempre visti come supereroi ma anche noi abbiamo delle debolezze”. 

Sulla gestione dei calciatori: “il gruppo è fondamentale. Io ho vinto i campionati e sono stato anche esonerato. La gestione dei giovani oggi è più difficile”. La differenza tra il ruolo di calciatore e allenatore: “erano altri tempi, adesso alleno un’altra generazione. Da allenatore devi gestire 30 calciatori ed è un po’ più difficile. La passione non è mai mancata”.

Sulla partita a Reggio con la Nazionale contro l’Azerbaigian: “mi mancava un gol per il record di Paolo Rossi. Speravo di fare doppietta. Alla fine del primo tempo vincevamo 2-0, avevo bisogno di un altro gol. Ho detto a Trapattoni: “mister, Vieri ha un problema fisico (non era vero, ndr), mi lasci in campo che sto benissimo”. E Bobo, uscendo dal campo, tirò una bottiglietta a Trapattoni”.

Su Ancelotti: “è un allenatore sereno. Anche quando lo criticano riesce a farsi scivolare tutto. Sono andato a vedere Tottenham-Arsenal e l’atmosfera era fantastica. Sullo 0-3 sentivo gli applausi, qualcosa di incredibile”.

Sull’ultima partita al Milan: “l’ho vissuta male, non pensavo di smettere. Il gol contro il Novara sotto la Curva e all’ultimo tiro mi ha regalato un’emozione indescrivibile. Lo stadio San Siro mi ha sempre regalato emozioni, vado dopo mi porta il cuore e le emozioni. Ho fatto un sacrificio per indossare la maglia rossonera, la trattativa non si sbloccava”. 

Su Simone Inzaghi: “abbiamo gli stessi valori, è un bravo ragazzo. Da giovane è stato un po’ sfortunato, adesso si sta togliendo grandi soddisfazioni da allenatore. Abbiamo giocato insieme con la maglia Nazionale, per i nostri genitori è stata una grande gioia”.

Sulla altre esperienze: “vado al Parma perché avevo più possibilità di giocare, poi mi sono ritrovato grandi calciatori. Stavo bene ma giocavo poco. Avevo firmato con il Napoli. Poi faccio gol e bloccano il trasferimento. Poi l’esperienza all’Atalanta: sono stato l’unico a vincere la classifica capocannoniere con quella maglia”.

Sul record di Gerd Muller: “aveva un record di 69 gol nelle coppe europee. Per fortuna ha giocato in squadre importanti. Mi ero portato in panchina due maglie, 69 e 70 nel match contro il Real Madrid. Quella pazzia mi ha premiato, adesso vedo queste due maglie ed è per me un grande ricordo”.  

Su Vialli, Paolo Rossi e Borgonovo: “ricordo anche Mihajlovic. E’ difficile da accettare quello che è successo. Paolo Rossi è l’idolo dell”82. Farsi intervistare da Rossi e Vialli era il sogno di tutti. A Borgonovo mi lega proprio la maglia del 70° gol. Mi scriveva di non mollare”.

Sul futuro: “Adesso devo andare dove posso essere felice e far crescere i ragazzi. Devo trovare le società giuste. Ho avuto anche l’idea di allenare all’estero ma io amo l’Italia. L’allenatore non ha tanto tempo, mi è successo di tutto. Voglio una società che mi faccia lavorare nel modo giusto”. 

La presentazione di "Il momento giusto": il nuovo libro di Pippo Inzaghi
Condividi