Italia, non ti buttare giù dopo la Spagna: le prospettive sono ancora più interessanti

L'analisi sulla partita Spagna-Italia, valevole per la 2ª giornata di Euro 2024: perché non è tutto da bocciare

CalcioWeb

“Disastro Italia”, “vergogna Italia”, “umiliazione Italia”: sono solo alcuni commenti o titoli di giornali, affrettati e senza una base logica e tattica, dopo la 2ª giornata della fase a gironi di Euro 2024 contro la Spagna (sì contro la Spagna, non contro l’Azerbaigian, con tutto rispetto per l’Azerbaigian).

La sfida della Veltins Arena di Gelsenkirchen si è conclusa sul risultato di 1-0 con un autogol di Calafiori. Sì avete capito bene, con un autogol e la partita è stata comunque in bilico fino al 96′ (la gara si è conclusa con il ‘forcing’ di Donnarumma nell’area di rigore avversaria). L’Italia non ha perso 3, 4, 5 o 6-0, non è stata eliminata dalla competizione e soprattutto non è cambiato nulla rispetto al 14 giugno (vigilia dell’esordio contro l’Albania). L’Italia c’è e continuerà a dire la sua anche nelle prossime partite, la sconfitta contro la Spagna non cambia di una virgola il giudizio sul nuovo percorso intrapreso con l’arrivo di Spalletti e il pessimismo che circola tra tifosi e addetti ai lavori è del tutto ingiustificato.

Contestualizzare le partite, i risultati e le prestazioni

Una premessa è d’obbligo: la Spagna ha dominato la partita, la vittoria finale non lascia repliche e nessuno può mettere in dubbio la superiorità (in questa partita) delle ‘Furie Rosse’. La squadra di de La Fuente ha dimostrato uno strapotere tecnico e tattico evidente. Gli spagnoli hanno messo in mostra una forma straordinaria e una qualità tecnica sopra la media. Il centrocampo è probabilmente il reparto più completo dell’Europeo, gli attaccanti esterni giovani e veloci (Nico Williams e Yamal sono stati imprendibili per tutta la partita) e anche la difesa ha mascherato le lacune con una partita attenta e senza sbavature.

Il risultato di 1-0 la dice lunga sulle potenzialità dell’Italia: le note positive per Spalletti sono state paradossalmente tante tra aspetti tecnici e capacità di contenere una squadra potenzialmente imprendibile. È importante contestualizzare questa sconfitta. La partita non era decisiva per la qualificazione, essendo una sfida del girone. Spalletti ha utilizzato questo incontro anche come un ‘esperimento’ per valutare la forza della sua squadra contro la formazione più forte del torneo. Perché di questo si tratta, la Spagna è al momento la squadra più forte del torneo, forse non per rosa a disposizione ma sicuramente per qualità di gioco espressa e per rendimento nelle prime due partite. Le prestazioni di squadre come Inghilterra o Francia, considerate corazzate alla vigilia, non sono minimante paragonabili a quelle della Spagna e contro squadre più alla portata.

L’Inghilterra ha vinto con il minimo scarto contro la Serbia (poi fermata nella 2ª giornata dalla Slovenia) e ha pareggiato contro la Danimarca, dimostrando problemi nella costruzione del gioco e nella capacità di ‘innescare’ i fuoriclasse in attacco. La Francia non ha di certo entusiasmato all’esordio contro un avversario alla portata come l’Austria (solo 0-1 il risultato finale) ed è attesa da altre partite insidiose (già dalla prossima gara contro l’Olanda). La Spagna, invece, ha rifilato tre gol alla Croazia ma ad impressionare è stata soprattutto la qualità di gioco, poi confermata anche contro i campioni d’Europa in carica con una prestazione quasi ‘surreale’.

L’Italia non è stata mai considerata la favorita alla vittoria finale di Euro 2024 ma una possibile outsider. E la consapevolezza è addirittura aumentata dopo la partita contro la Spagna. La squadra di Spalletti ha avuto il merito di rimanere in partita fino al 96′, negli ultimi 15 minuti ha alzato il baricentro e nel complesso ha creato anche occasioni potenzialmente pericolose come calci d’angolo o palloni ‘spioventi’ nell’area di rigore. Quante volte le squadre hanno raggiunto il pareggio anche immeritatamente nei minuti finali delle partite grazie a un episodio a favore? Tantissime.

Le note positive per l’Italia e perché Spalletti non ha cambiato

La partita contro la Spagna ha fornito comunque tante indicazioni per l’Italia. Una su tutte: Gigio Donnarumma è un muro in porta e probabilmente il portiere più forte dell’intera competizione. L’estremo difensore del Psg si è messo in mostra con almeno 4 parate decisive e rappresenta una certezza per tutto il reparto difensivo.

Proprio dalla difesa arrivano le altre note liete. Bastoni si è confermato un calciatore imprescindibile ma la vera sorpresa è Riccardo Calafiori. L’episodio dell’autogol non cambia il giudizio sulla prestazione e sulla personalità del difensore del Bologna. E’ un campione e sarà un punto fermo anche nelle prossime partite. Le altre certezze della squadra si chiamano Dimarco, Barella e Chiesa, poi gli stessi Frattesi e Pellegrini (magari in un ruolo diverso).

Spalletti si è giocato la partita a viso aperto solo perché non era da dentro o fuori ma solo di ‘avvicinamento’ in vista dei prossimi incontri. L’ex allenatore del Napoli si è sempre dimostrato un allenatore camaleontico e la scelta di non cambiare 11 contro la Spagna è nata dalla necessità di valutare la forza della squadra in un match così probante. Per i meno attenti, ricordiamo che il nuovo progetto dell’Italia è nato da poco e Spalletti ha avuto poche occasioni per lavorare con la squadra. Quello contro la Spagna è stato il primo vero banco di prova.

Spalletti ha capito la lezione e non commetterà più gli stessi errori (se così vogliamo chiamarli) e di sicuro affronterà le prossime partite adattandosi alle caratteristiche degli avversari. Parola d’ordine: fiducia. L’Italia c’è.

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