Mihajlovic in conferenza, la malattia e il sogno Ibrahimovic: c’è anche tempo per scherzare con la squadra [FOTO]

La conferenza di Sinisa Mihajlovic in diretta: le ultime sulle condizioni di salute dell'allenatore del Bologna. Si parla anche di calcio e mercato

  • Massimo Paolone/LaPresse
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Importante conferenza stampa per l’allenatore del Bologna, Sinisa Mihajlovic, che ha incontrato i giornalisti per fare il punto sulla malattia, il tecnico serbo sta lottando contro la leucemia. Era il 13 luglio quando Mihajlovic annunciò di dover intraprendere la battaglia contro la leucemia acuta, una notizia che ha sconvolto tutto il mondo del calcio, adesso ha fatto il punto sulle sue condizioni di salute. Il 29 ottobre scorso Mihajolovic è stato sottoposto a trapianto di midollo osseo. In conferenza si è parlato della malattia, di questi mesi difficili, di calcio, di mercato e si è anche trovato il modo di scherzare e sorridere, come giusto che sia.

Mihajlovic, la conferenza stampa

Sorpresa all’inizio della conferenza, c’è anche la squadra del Bologna. Dzemaili: “ci sei mancato, volevamo farti questa sorpresa, grazie per essere tornato”, Parla Mihajlovic: “voglio ringraziare tutti, grazie per l’affetto degli ultimi 4 mesi. L’ultima volta ci siamo sentiti quando ho annunciato la mia malattia, adesso è giusto aggiornarvi. Ho conosciuto medici straordinari che mi hanno curato, supportato e sopportato, ho capito subito di essere nelle mani giuste, il percorso è andato molto bene”. Poi si commuove: “scusate, mi sta passando tutti i ricordi per la testa, mi è stato dato tanto affetto”.

Parlano i medici: “guardo Sinisa e dico che le lacrime fanno anche bene. Fino al momento non ho parlato ed era legato alla situazione di Sinisa. Ci siamo impegnati di dare il massimo, questa storia vale per tutti i pazienti. Dopo alcuni segnali iniziali abbiamo fatto degli accertamenti, poi è stato diagnosticata la leucemia. Abbiamo iniziato il miglior donatore, abbiamo cercato prima in famiglia, poi è stato scelto un donatore da registro, il processo ha portato poi al trapianto del midollo osseo. Siamo ancora in una fase precoce e abbiamo ancora bisogno di tempo”. 

Parla l’ad Fenucci: “La vicenda di Sinisa ha dato un aspetto diverso alla comunità del calcio. In qualsiasi stadio abbiamo avuto messaggi di solidarietà, di calore, rivolti alla persona e non solo al calciatore. E’ un messaggio dato a tutti quelli che soffrono”.

Prende di nuovo la parola Mihajlovic per spiegare gli ultimi mesi di sofferenza: “Sono stati 4 mesi e mezzo tosti, sono stato rinchiuso in una stanza di ospedale, da solo. Il mio più grande desiderio era di prendere una boccata d’aria fresca e non potevo farlo. Non mi sono mai sentito un eroe, ma un uomo, sì forte, con carattere, che non si arrende mai, ma sempre un uomo con tutte le sue fragilità. Queste malattia non si possono sconfiggere solo col coraggio ma anche con le cure. E voglio dire a tutti quelli che sono malati, di leucemia o di qualche malattia grave, che non devono sentirsi meno forti se non affrontano la malattia come l’ho affrontata io. L’unica cosa che non devono perdere mai è la voglia di vivere, di lottare“.

Prosegue il racconto di Mihajlovic: “Sarò presente ogni volta che posso. Non ho più lacrime, mi sono rotto. Servirà tempo per tornare a fare cose normali. Se mangio una bistecca o se mangio un pezzo di carta è la stessa cosa. Ho perso anche il senso del gusto. Il ringraziamento più grande va alla mia famiglia. Mia moglie ha postato una foto con una citazione di Eros Ramazzotti ‘più bella cosa non c’è’, io voglio citare Vasco Rossi: ‘io sono ancora qua’. Ora basta parlare della malattia, parliamo di Mihajlovic allenatore del Bologna”.

Si parla anche delle voci attorno ad Ibrahimovic: “Ci siamo sentiti 10 giorni fa, lui è sicuramente interessato e verrebbe a Bologna per l’amicizia che ci lega, ma capisco anche che ci sono altre squadre. Siamo in stand-by, aspettiamo”.

Mihajlovic scherza anche sul rendimento della squadra: “Ora sarò più presente. Come dico sempre, loro sono liberi di fare quello che dico io. Quando ero in ospedale seguivo gli allenamenti, ma non è la stessa cosa che farlo dal vivo. Per 15 giorni non ci siamo sentiti con la squadra. Non ero in grado, avevo la febbre a 39, 40. Mi sono promesso di non incazzarmi troppo, ma mi sono accorto che non ce la faccio”.

Si parla anche di VAR: “Penso sia una cosa utile, ma alcune cose non sono chiare. In particolare, i falli di mano. A volte ci hanno penalizzati, sul fuorigioco siamo sicuri. Lì non sbagliano mai. Per capire se la posizione del braccio è naturale ci vuole un ingegnere nucleare”.

Finisce qui, dopo oltre un’ora e mezza, la conferenza di Sinisa Mihajlovic.