Un allenatore al giorno – Luigi Delneri, l’apice a Verona e Genova con qualche rimpianto di troppo

Un allenatore al giorno - Luigi Del Neri, l'apice a Verona e Genova con qualche rimpianto di troppo

La carriera da allenatore di Luigi Delneri inizia dal basso, dal massimo campionato dilettantistico con la Pro Gorizia, ai tempi presieduta dal fratello di Giampaolo Pozzo, presidente dell’Udinese. Dopo tre stagioni in cui manca l’appuntamento con i professionisti anche a causa di una situazione societaria poco tranquilla, passa al Partinicaudace, ancora nei dilettanti e poi al Teramo in C2. A Ravenna in Serie D nella stagione 1990-91 vince il campionato di Serie D e si guadagna la chiamata del Novara in Serie C2: in due stagioni raggiunge un terzo e un quinto posto. La crescita personale del tecnico si concretizza con il passaggio alla Nocerina, condotta in C1 e a un passo dalle porte della Serie B, venendo sconfitto ai playoff.

Il primo “miracolo” di Delneri risale al periodo di Terni, dove in due anni porta la prima squadra della città dalla C2 alla Serie B. Così si concretizza la prima grande occasione per il tecnico friulano: l‘Empoli di Fabrizio Corsi, già ai tempi propenso a lanciare tecnici non proprio espertissimi, gli offre la panchina, ma a causa di alcune incomprensioni con il gruppo lascia la Toscana dopo pochi giorni. Anche la seconda esperienza alla guida della Ternana non va meglio, anzi, Delneri viene esonerato.

All’alba del nuovo millennio, però, ecco il secondo miracolo sulla panchina del Chievo Verona, una piccola squadra di una frazione di Verona appena promossa in B. L’exploit è immediato: promozione storica in massima serie al primo anno e un altrettanto storico quinto posto nel primo campionato di Serie A che vale la partecipazione dei veronesi alla Coppa Uefa. La stagione seguente il Chievo verrà eliminato subito dall’Europa, ma a fine anno arriva un altro positivissimo settimo posto, seguito dal nono del campionato successivo.

Il bel gioco e gli ottimi risultati inducono il Porto, fresco campione d’Europa, a offrirgli la panchina nell’estate 2004, ma l’esperienza parte male a causa di diverbi con i calciatori più importanti e Delneri termina a malapena la fase di preparazione. Il burrascoso 2004 però non è terminato qui per il tecnico friulano, che subentra a Rudi Voller nella Roma dopo sole quattro giornate di campionato. Il gioco e i risultati sono lontani da quelli del Chievo dei “miracoli”, così a marzo viene esonerato.

Segue l’esperienza al Palermo dal 2005 dove disputa la Coppa Uefa (prima volta per i rosanero) e vince a sorpresa il girone composto da Espanyol, Lokomotiv Mosca, Brøndby, Macc. Petah Tiqwa. Con Del Neri la squadra di Zamparini supera anche i sedicesimi contro lo Slavia Praga, ma a Gennaio 2006 il presidente lo esonera dopo una sconfitta contro il Siena, dichiarando anni dopo di essersene pentito.

Il ritorno al Chievo è tutt’altro che positivo, in quanto a fine stagione arriva la retrocessione. Nonostante ciò, Ivan Ruggeri, presidente dell’Atalanta, sceglie lui per la stagione 2007-08: Delneri rimane a Bergamo per due stagioni conquistando un nono posto e un undicesimo posto. È l’ultimo anno di Ruggeri alla presidenza della Dea, mentre Del Neri passa alla Sampdoria, squadra in cui ha militato da calciatore. Con il tandem d’attacco Cassano-Pazzini, Del Neri rimane imbattuto al “Ferraris” e conquista un sorprendente quarto posto e porta i blucerchiati ai preliminari di Champions, dopo un’assenza di diciotto anni dai massimi livelli del calcio europeo.

​La terza grande occasione per il tecnico di Aquileia è rappresentata dalla Juventus. Nell’unica stagione in bianconero chiude il campionato al settimo posto ed esce ai gironi in Europa League. Rimane fermo un anno e inizia a far fatica a trovare una panchina: nell’ottobre del 2012 lo chiama il Genoa, ma sono più i bassi degli altri e l’esonero arriva puntuale nel gennaio successivo. La storia recente lo visto senza una panchina per i due anni successivi, salvo sedere sulla panchina del Verona nel 2015 alla disperata ricerca della salvezza che non arriverà. Infine nel 2016 subentra a Iachini all’Udinese, dove ripropone per l’ennesima volta il suo 4-4-2, marchio di fabbrica da inizio carriera, e ottiene un tredicesimo posto. Sembra l’inizio della risalita, ma l’Udinese inizia malissimo la stagione 2017-18 e dopo tredici gare e nove sconfitte, Delneri viene esonerato da Pozzo.

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  03:00 19.09.18
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Un allenatore al giorno – Luigi Delneri, l’apice a Verona e Genova con qualche rimpianto di troppo
La carriera da allenatore di Luigi Delneri inizia dal basso, dal massimo campionato dilettantistico con la Pro Gorizia, ai tempi presieduta dal fratello di Giampaolo Pozzo, presidente dell’Udinese. Dopo tre stagioni in cui manca l’appuntamento con i professionisti anche a causa di una situazione societaria poco tranquilla, passa al Partinicaudace, ancora nei dilettanti e poi al Teramo in C2. A
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2018-09-19 03:00:24
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