Ennesimo terremoto FIGC: verso il commissariamento? Cosa prevede il regolamento

Mentre il caso Rocchi scuote il sistema, Abodi e la Lega pongono il tema del rinnovamento: ecco come le norme del CONI potrebbero azzerare i vertici e fermare le elezioni

Il calcio italiano non trova pace. Se il caso che vede coinvolto il designatore Gianluca Rocchi  ha squarciato il velo sulla gestione arbitrale, c’è un’altra partita, molto più politica e silenziosa, che si sta giocando nelle stanze del potere. Un termine, fino a ieri pronunciato a bassa voce, oggi urla tra le pagine dei giornali: commissariamento. Ma cosa accadrebbe davvero se la FIGC venisse commissariata? Sarebbe la fine di un’era o l’inizio di un nuovo caos? E soprattutto, cosa dice il regolamento a riguardo?

Il “Piano Abodi” e il bivio del 22 giugno: elezioni o stallo?

Il filo rosso che lega il caso di Milano alle scrivanie di via Allegri passa per una data: il 22 giugno. È il giorno fissato per le elezioni federali, un momento che dovrebbe sancire continuità o cambiamento. Tuttavia, l’ombra del commissariamento agisce come un “congelatore” istituzionale. Le parole del Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, non sono passate inosservate: “Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”. Se il sistema non è stato in grado di auto-proteggersi e verificare la sussistenza dei fatti, la politica potrebbe sentirsi legittimata a intervenire. Un commissariamento, di fatto, farebbe saltare il banco delle elezioni, azzerando le cariche e affidando il pallone a un traghettatore scelto dal CONI. Mentre Abodi attende riscontri formali, anche la politica alza la voce. In una nota della Lega viene dipinto un quadro a tinte fosche: “Il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà… è necessario un commissariamento per ripartire con figure nuove”. Una posizione che si salda ai dubbi del Ministro e che spinge verso una soluzione drastica: il reset totale dei vertici federali prima ancora di arrivare alle urne.

Cosa dice il regolamento: l’Articolo 7 e il “muro” dello Statuto CONI

Per capire se il commissariamento sia un’ipotesi concreta o una suggestione politica, bisogna leggere le carte. Lo Statuto del CONI (Articolo 7, comma 5) parla chiaro. Il commissariamento può scattare in tre casi specifici:

  1. Gravi irregolarità nella gestione.

  2. Gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi.

  3. Impossibilità di funzionamento degli organi stessi.

Qui nasce il paradosso giuridico. Gianluca Rocchi, pur essendo una figura chiave, non fa parte degli “organi direttivi” della FIGC. Inoltre, ad oggi, le violazioni sono solo ipotesi e non fatti accertati. Questo rende la strada verso il commissariamento una salita ripidissima, un sentiero dove il diritto sportivo si scontra con l’urgenza mediatica.

Tra garantismo e “gogna mediatica”: il monito di Ezio Simonelli

In questo clima di tensione, si leva la voce di Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, che invita alla calma e al rispetto dei tempi della giustizia. “Essere garantisti è un nostro preciso dovere sino all’ultimo grado di giudizio”, ha dichiarato, mettendo in guardia dai danni reputazionali immensi che una narrazione distorta potrebbe infliggere alla Serie A. Il rischio, infatti, è che la fretta di trovare un colpevole finisca per polverizzare la credibilità dell’intero campionato. La giustizia sportiva e quella ordinaria devono fare il loro corso, ma il dubbio che rimane nel cuore del tifoso è: il sistema è davvero in grado di riformarsi da solo? Dietro i tecnicismi dello Statuto CONI e le strategie politiche, c’è un sentimento umano di smarrimento. Il tifoso si chiede se il risultato del campo sia ancora “sacro” o se sia diventato un sottoprodotto di dinamiche di potere. Il commissariamento non sarebbe solo un atto burocratico, ma il certificato di fallimento di un’intera classe dirigente. Se si arriverà al 22 giugno con le urne aperte o con un Commissario Straordinario alla guida, dipenderà dalla capacità del calcio di dimostrare, finalmente, quella trasparenza che i protagonisti invocano ma che la realtà, spesso, sembra nasconder