L’urlo di Miccoli: “Non sono un mafioso!” E si scusa ancora con la sorella del giudice Falcone

miccoliHa ribadito con forza ed emozione le sue ragioni Fabrizio Miccoli, finito nel vortice delle polemiche in seguito agli insulti che l’ex attaccante del Palermo aveva indirizzato quattro mesi fa alla memoria del giudice Giovanni Falcone. Il Romario del Salento ha spiegato le sue ragioni nel corso di un’intervista concessa a “Lucignolo 2.0“, trasmissione telesvisiva in onda la domenica su Italia 1. ”Mi fa male quando mi urlano mafioso dagli spalti. Giustifico i tifosi – spiega il bomber 34enne – dicendo a me stesso che lo fanno perché vogliono innervosirmi. Io ho sempre sognato di fare il calciatore, non il mafioso”. “Non ho mai sentito la sorella di Falcone, ho provato a rintracciarla -rivela – insieme con i miei avvocati e il mio procuratore, ho provato a sentire il figlio, ma mi fu detto che era presto e rispetto i loro tempi. Oggi sono pronto a fare qualsiasi cosa per dimostrarle che quella frase che ho detto non la pensavo”. Una frase “detta alle cinque del mattino”, “no pensata”: “ero in macchina con un amico. Una frase involontaria, detta così”, “ancora oggi non mi spiego come sia possibile che sia successo che questa storia sia venuta fuori”. “Andare via da Palermo – afferma – mi ha fatto male. Nella vita tutti sbagliano. Ma sono riuscito a mettere questa situazione da parte, a ripartire”. “Vorrei organizzare partite benefiche – è la sua promessa – per raccogliere fondi, qualunque cosa. Se la sorella di Falcone volesse, io ci sono. Questa situazione è la cosa più brutta che mi sia capitata nella mia carriera”. Cambiando radicalmente scenario, Miccoli ha confermato di nutrire  incondizionata stima nei confronti di Diego Armando Maradona: “Ho tatuato Che Guevara perché lo avevo visto su Maradona, ma non sapevo chi fosse Che Guevara. A casa ho conservato il suo orecchino che ho comprato all’asta. Spero che Equitalia non venga a prenderlo, mi manca solo quello. Non parlerò mai male di lui, sia come calciatore che come persona. Lui dice le cose in faccia. Non si tira mai indietro. Siamo simili, siamo veri e sinceri. Il gesto dell’ombrello in Rai? Quello è il vero Maradona. Un gesto da ridere. Diego è una persona squisita e disponibile. Mio figlio, non a caso, l’ho chiamato Diego”. “Spero di tornare con il Lecce nel calcio che conta – è la chiosa finale -. Insigne del Napoli mi somiglia”

  19:11 26.10.13
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L’urlo di Miccoli: “Non sono un mafioso!” E si scusa ancora con la sorella del giudice Falcone
Ha ribadito con forza ed emozione le sue ragioni Fabrizio Miccoli, finito nel vortice delle polemiche in seguito agli insulti che l’ex attaccante del Palermo aveva indirizzato quattro mesi fa alla memoria del giudice Giovanni Falcone. Il Romario del Salento ha spiegato le sue ragioni nel corso di un’intervista concessa a “Lucignolo 2.0“, trasmissione telesvisiva
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2013-10-26 19:11:27
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