“Pronto Christian?”, dall’altra parte del telefono gentilezza e disponibilità come è difficile trovare al giorno d’oggi e non solo nel mondo del calcio. Impressione confermata mentre la conversazione va avanti, perché chiacchierando con Christian Puggioni, prima ancora che il professionista, ad emergere è quel lato umano incentrato su valori forti che risaltano subito.
“Perché quando ci si comporta bene, in onestà e sincerità, alla fine si viene ricompensati sempre. Nonostante affrontare certe situazioni non è posi così facile…”. Tono di voce che inizia a diventare sempre più serio, riferimento al periodo fuori rosa al Chievo quasi scontato. Vicenda spiacevole, che però Christian ha già lasciato alle spalle. Anche se la società gialloblù è stata condannata al risarcimento danni causa mobbing, secondo caso in Italia dopo quello di Pandev. Mesi di sofferenza, storia vecchia, superata.
Adesso, nella mente di Puggioni sguardo rivolto a quel futuro a tinte blucerchiate da sempre sognato: “Diciamo che qui mi sento rinato – spiega il portiere in esclusiva ai microfoni di CalcioWeb – ho trovato una grande società, sento l’affetto della gente ed era quello di cui avevo proprio bisogno, è un sogno. Immagina, io tifoso della Samp da sempre…”
Così legato al blucerchiato da rifiutare il Genoa. “Esatto, proprio così. Era un momento delicato della mia carriera, ero fuori rosa con il Chievo, ma ho preferito restare ai margini anziché accettare la chiamata del Genoa: non me la sentivo proprio”. Gesto che i tifosi della Sampdoria non hanno mai dimenticato, esponendo uno striscione a suo favore durante una gara a Marassi proprio contro il Chievo. “Fu una cosa che mi lasciò a bocca aperta, un’emozione fortissima, da perdere il fiato”.
Cerchio (finalmente) ormai chiuso, e per Puggioni primi giorni di ritiro a Pinzolo. “Il mio obiettivo è quello di lavorare duro e mettermi a disposizione del mister, non penso ad altro”. Già, Zenga: “L’impatto è più che positivo, il mister ha in’idea di calcio innovativa, un modo di gestire il gruppo all’avanguardia: cerca di responsabilizzare ogni singolo elemento della rosa, fa sentire tutti al centro del progetto. Poi, parlando con lui, si percepisce subito il grande spessore umano che lo caratterizza”.
Dal presente blucerchiato a quel passato amaranto, con la Reggina sempre nel cuore di Puggioni. “Non posso che parlare della mia esperienza a Reggio in toni entusiastici: inizialmente ero titubante, poi vivendo la città, la gente, ho capito questo era un posto fantastico”. Così legato alla città, da decidere di completare gli studi proprio in riva allo Stretto. “Mi mancano pochi esami per laurearmi in Giurisprudenza, ho iniziato gli studi a Reggio e – nonostante la distanza – non ho mai voluto cambiare sede: voglio completare il percorso iniziato in questa città, è un gesto di riconoscenza verso un popolo che mi ha dato davvero tanto”. A cuore aperto, firmato Christian Puggioni.
