Complottismo, nuova Calciopoli, sudditanza psicologica: dove sta la verità e cosa comportano queste polemiche?

Complottismo e “nuova Calciopoli”: adesso basta. Juve-Napoli di ieri sera ha scatenato un putiferio mediatico davvero incredibile. Saremmo tentati a scrivere ‘senza precedenti’, ma in realtà i precedenti ci sono eccome. Tale caos nel calcio italiano lo abbiamo già vissuto ampiamente ed ha creato una ferita difficile da rimarginare. Dopo Calciopoli infatti, ogni minimo fischio dubbio, ogni rigore generoso, il complottismo prende nuovamente piede gridando allo scandalo. La teoria del complotto fa male, non solo al calcio ma alla nostra vita in generale. Vivere con l’ansia che qualcuno possa farci un torto è controproducente, a maggior ragione quando si parla di sport, argomento che dovrebbe divertire e non avvelenare gli animi.

LaPresse/Daniele Badolato
LaPresse/Daniele Badolato

Il pubblico italiano non riesce in alcun modo a mettersi alle spalle Calciopoli. Non si riesce a voltar pagina, “la Juve ruba” per partito preso, a causa degli eventi di ormai oltre 10 anni fa. Si rievoca sempre la sudditanza psicologica nei confronti dell’uno o dell’altro, e l’analisi degli episodi non è serena. Il tifoso non è obiettivo, mai. Un rigore solare diventa inesistente. Incredibile come due tifosi di diverse fazioni giudichino il medesimo episodio in maniera opposta, ovviamente favorevole ai propri colori. Dovremmo un po’ svestire i panni dei tifosi e fare gli appassionati di calcio, con sportività, ammettendo che gli arbitri possono sbagliare e non lo fanno certo di proposito. Basta con la dietrologia, basta con complottismo e con l’idea della “nuova Calciopoli”.

Quella per la storia italiana è acqua passata, è giunta l’ora di voltare pagina. Vorremmo due tifosi, un napoletano ed un juventino, assieme a giudicare gli episodi di ieri serenamente. Il napoletano potrebbe dire in occasione del contatto Albiol-Pjanic, “si lo tocca, ma noi stiamo guardando il replay rallentato, l’arbitro a velocità normale ha visto diversamente, vabbè”, senza complottismo. Ed il bianconero dal canto suo potrebbe ammettere che “il tocco sulla gamba di Albiol effettivamente c’è stato, non è così clamoroso, si può dare e non dare”. Quanto sarebbe bello, ma purtroppo è solo utopia.

Il tenore dei commenti è ben diverso e purtroppo tale livello di volgarità e tensione è innalzato proprio dai tesserati. Riportiamo solo alcune delle frasi più forti di ieri sera.

  • De Laurentiis: “al ritorno giochiamo con la Primavera”.

  • Giuntoli: “Non vogliamo interrompere il silenzio stampa, ma volevamo fare i complimenti pubblicamente ai ragazzi e sottolineare le decisioni vergognose arbitrali: è una cosa che fa male al calcio italiano. I rigori per la Juventus non ci sono, pensavo che sul primo ci fosse più contatto, invece no: Dybala butta via la palla solo per cercare contatto. Su Albiol c’è rigore, sono in due ad andare su di lui. Su Cuadrado non c’è, Reina tocca la palla che cambia anche traiettoria.”
  • De Magistris: “Oggi sono solo uno dei tifosi incazzati, perche’ al danno di rigori dati e non dati si e’ aggiunta la beffa di opinionisti che sono riusciti a vedere un’altra partita raccontando una storia che non esiste. Una vergogna nella vergogna, ma non bisogna mollare”.
  • Reina: “Il risultato cambia per le decisioni arbitrali, basta. Sul rigore di Cuadrado cosa faccio? Sparisco? Se prendo la palla prendo la palla, e’ inesistente, assolutamente. Il risultato finale e’ certamente condizionato dalle decisioni arbitrali, tutta l’Italia l’ha visto”.

fdsaIl fatto che i tesserati alzino i toni in maniera così elevata potrebbe causare pericolose ripercussioni. C’è una gara di ritorno da giocare al San Paolo, dopo questi sfoghi purtroppo alcuni tifosi potrebbero ‘cogliere’ male il messaggio e potremmo trovarci qui a parlare di scontri ed ulteriori polemiche. Verrebbe da chiedere di abbassare i toni, ma a quanto pare non è il momento giusto.