Mancini: “Dobbiamo vincerle tutte, il ranking è troppo brutto”

Roberto Mancini, commissario tecnico azzurro, si è raccontato a Diletta Leotta in un’intervista per DAZN tracciando un bilancio della sua esperienza in Nazionale. Nel dettaglio ha indicato obiettivi e strategie per il futuro: “Spero che sia una Nazionale che piaccia perché ha dei giocatori tecnicamente bravi. Spero che questo possa avvicinare tutti i tifosi alla squadra. In questo momento c’è un buon entusiasmo e credo che questo sia molto importante. L’obiettivo è qualificarsi agli Europei. Le partite della Nazionale sono tutte da vincere, soprattutto per noi che abbiamo un ranking troppo brutto per essere quello dell’Italia”. Tra i giovani che si sono messi particolarmente in luce in questa stagione ci sono Kean e Zaniolo: “Mi danno del lei, loro sono giovani, penso che sia anche giusto”, ha sorriso il tecnico jesino. “Forse Zaniolo non si aspettava la chiamata. Non aveva ancora debuttato in Serie A, aveva giocato solo in Primavera. L’avevamo seguito molto agli Europei Under 19 e lui in sei mesi è migliorato moltissimo, però la strada per lui è ancora lunga”, ha chiarito Mancini.Quanto all’attaccante juventino “era nella stessa squadra di Zaniolo agli Europei Under 19. Magari non si pensava potessero giocare così presto in Nazionale”.

Dal ct parole di elogio per Bernardeschi: “È cresciuto molto come giocatore e come fisico. Penso che possa migliorare ancora perché credo che un giocatore come lui possa realizzare tanti gol”. Il mister azzurro si è poi soffermato su Balotelli: “Mario è un giocatore di grande talento. In questo momento, avendo 29 anni, è nel pieno della maturità di un calciatore. È ancora tutto nei suoi piedi e nella sua testa. Avendolo fatto debuttare da bambino, lui sa la stima che ho per lui come calciatore e come ragazzo, però poi in un momento così bisogna fare molto di più. Lui deve esultare quando fa gol, come quando era ragazzino”. Interpellato su quale sia l’azzurro più estroso, Mancini ha indicato Verratti. Non perde quasi mai la palla, è uno che rischia molto anche quando c’è un’uscita di palla dalla difesa. È un giocatore straordinario per le qualità tecniche che ha”. Per il ct, il primo ‘colpo’ in Nazionale è stato “puntare, anche con qualche rischio, sui ragazzi più giovani, con i 3-4 più esperti”. Quale invece l’errore? “Alla seconda partita della Nations League siamo andati in Portagallo e abbiamo cambiato totalmente la squadra. Forse lì potevamo cambiarne metà”. 

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