Jean Pierre Adams, la storia del gigante addormentato da 38 anni: in coma dopo una banale operazione

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Jean Pierre Adams, ex difensore

17 marzo 1982. Un giorno qualunque. Non per Jean Pierre Adams. Nato a Dakar, in Senegal, il 10 marzo del 1948, si era trasferito in Francia da bambino, aveva vissuto una buona carriera da difensore centrale. Aveva iniziato da punta con i dilettanti del Fontainebleu, il Nimes lo aveva notato e gli aveva cambiato posizione. Da difensore era arrivato anche in Nazionale, quella francese, componendo un’ottima coppia con Marius Tresor. Giocò anche con Nizza, Psg e Mulhouse. Chiuse in Borgogna con i dilettanti dello Chalon. Avrebbe voluto intraprendere la carriera da allenatore. In tanti lo vedevano portato per quel ruolo. E invece…

Quel giorno di marzo del 1982 Jean-Pierre Adams si era recato all’ospedale “Édouard Herriot” di Lione per quella che doveva essere una banale operazione di routine. Era giunto ormai a fine carriera e, avendo scoperto un’infiammazione al ginocchio, aveva deciso di risolvere il problema. Ad accompagnarlo la moglie Bernadette e i due figli. Ed ecco l’errore dell’anestesista. Poi uno sbaglio nelle operazioni che servono a intubarlo. Il coma, da cui non si sveglierà più. Bernadette aspetta da quel maledetto mercoledì 17 marzo del 1982 un segno che ancora non è arrivato e forse non arriverà mai.

Eppure è lì ogni giorno. Non esiste eutanasia come lei stessa dichiarò: “Se Jean-Pierre avesse voluto morire me lo avrebbe fatto capire”. Eppure ogni giorno Bernadette è lì, con lui, a spostarlo per evitare le piaghe, a preparargli il cibo che lo nutrirà tramite una flebo, a dargli il buongiorno e la buonanotte. Un amore vero, infinito. Nell’attesa che quel gigante si risvegli dal suo lungo sonno.