Coronavirus, Gravina svela tutto sulla Serie A: “la ripresa del campionato, playoff, playout e congelamento”

Il presidente Gravina parla dell'emergenza Coronavirus. Importanti indicazioni che riguardano il campionato di Serie A e l'eventuale format

La situazione nel calcio italiano è ancora molto incerta, al momento non è possibile prevedere la ripresa dei campionati, tutto dipenderà dall’evoluzione dell’emergenza Coronavirus. Collegamento telefonico con il presidente Gabriele Gravina, importanti indicazioni anche sull’eventuale format, ecco la dichiarazioni a ‘Tutti Convocati’.

IL POSTICIPO DI EURO 2020“Rinviare l’Europeo è stato opportuno per ipotizzare la ripresa dei nostri campionati. Venendo meno questa discriminante ci sono maggiori possibilità di ipotizzare date sulla ripresa e termini. Ieri abbiamo avuto un confronto con tutte le 54 federazioni. Priorità a campionati, Champions Europa League. Non vogliamo penalizzare nessuno, in caso di impossibilità di completamento delle gare va modificato il format”. 

LA RIPRESA DEI CAMPIONATI E LE SOLUZIONI – “L’ipotesi più ottimistica è il 14 di aprile, poi inizi di maggio, ultima 13 di giugno. Ipotesi congelamento classifiche? Per motivi scaramantici non lo prendo in considerazione. Lo dico non per il calcio, ma per il bene del nostro paese. Spingiamo l’acceleratore dell’ottimismo. La nostra partenza si spera sia il 2-3-4 maggio, in modo da finire entro fine giugno o al massimo di sforare nei primi giorni di luglio. Qualora non fosse possibile si dovrà arrivare ad una modifica di format, con playoff e out per decidere il posizionamento”.

SULL’ASPETTO ECONOMICO –Il mondo sta vivendo un momento di grande crisi. Articolo 61 comma 5 è a sostegno dei club. Il calcio è una industria per il nostro paese, legato all’economia e coinvolge molti settori. Ci sono dei vincoli contrattuali, per questo vogliamo ripartire. Non concludere i campioanti porterebbe ad una perdita che va da 380 milioni e 700 milioni di euro per le nostre leghe. Chiederò un riconoscimento per avere la possibilità di rinegoziare al nostro interno alcuni contratti, sarebbe un segnale di autogestione e solidarietà. La Uefa sta organizzando un gruppo di lavoro per capire impatto economico-finanziario che provoca lo spostamento dell’europeo al 2021. Dobbiamo sederci intorno ad un tavolo, capire che l’emergenza vale per tutti. Siamo chiamati ad un gesto di responsabilità. L’unità di intenti non c’è in questo momento neanche in Serie A, ma fa parte della natura umana. In momenti di difficoltà stiamo scoprendo nuovi mondi di relazionarsi, bisogna guardare il lato positivo”. 

“Alcune ordinanze permettevano di continuare a disputare gare, altre di natura morale chiedevano di non far scendere in campo i giocatori. C’è stato un momento di tensione legato a motivi di contratti o di classifica, che hanno generato questioni interpersonali. Oggi dobbiamo recuperare lucidità, puntare su diverse ipotesi di calendario. Noi vogliamo partire il 3 maggio per finire il 30 giugno. Se si dovesse slittare di una settimana, chiederemo di spostare alla prima settima di luglio. Se riparte il campionato di calcio, significa che il nostro paese sta meglio e sarebbe un messaggio grandissimo. Per me lo Scudetto vero lo meritano i medici e le forze dell’ordine che stanno tenendo a galla i servizi pubblici”. 

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