Coronavirus, Spadafora e Tommasi durissimi: “lega Serie A irresponsabile, non si può giocare”

E' una situazione drammatica per il Coronavirus, continuano le discussioni dopo la decisione di giocare la giornata di Serie A

Il Coronavirus sta portando pesantissime conseguenze al mondo del calcio, si è deciso di giocare la giornata del campionato. Ma continuano le polemiche. “La situazione è grave e seria, oggi non si può giocare a calcio in Italia. È un’amara constatazione, e gli insulti nei miei confronti lo confermano. Il Paese deve cambiare abitudini. Il messaggio è cambiamo vita: in più posti d’Italia la gente si ritrova a vedere le partite nei locali. Abbiamo già casi di contagio nelle squadre professionistiche, serve più attenzione. Non si può giocare a calcio in questo Paese, i giocatori non si possono toccare. E questo deve uscire martedì”. Sono le dichiarazioni di Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione calciatori ai microfoni di RaiDue per 90° Minuto. “Il messaggio che oggi il calcio doveva e che deve ancora continuare a dare è che non si può giocare, le direttive dicono che non ci si può toccare, ma i giocatori sono costretti a farlo. Lo sciopero era e sarebbe un messaggio diverso, il messaggio corretto è che non si deve giocare, non perché non lo vogliano i giocatori, anche perché sarebbe preoccupante se dovessero deciderlo i calciatori, sono i responsabili a dover decidere – spiega Tommasi -. Il punto è che tutti noi italiani nelle prossime settimane dobbiamo condurre una vita diversa, il Paese ha bisogno di un messaggio di questo tipo, non di altri messaggi che mettono in dubbio quello che dice la comunità scientifica”.

Durissimo il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora; “E’ vero che il decreto governativo prevede le porte chiuse, il nostro era soltanto un invito a fermarsi. Però nessuno di loro si prende la responsabilità, perché ci sono degli interessi. Il mondo del calcio, e in particolare della Serie A, si sente immune dal contagio, come se dovesse andare avanti a ogni costo. So benissimo che la partita è una grande occasione per i tifosi, però la situazione qui evolve ora dopo ora. Sono stato oggetto di messaggi violenti e di insulti, ma a me quello che interessa è la salute pubblica. La Lega non si assume le proprie responsabilità, Dal Pino rimanda sempre le decisioni ad altri. Questa gestione, da molti considerata insoddisfacente e anche da me, mi sembra che non sia consapevole della gravità della situazione. Aspetta che anche in A ci siano i primi casi di contagio? Cosa deve succedere ancora nel Paese?”.

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