Branco, il sinistro che uccide: fu avvelenato da Maradona ai Mondiali del 1990

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Branco, ex terzino brasiliano di Brescia e Genoa

Claudio Ibrahim Vaz Leal nasce a Bagé, in Brasile. Diverrà campione del mondo nel 1994 con il soprannome di Branco. Dopo le prime esperienze in patria con Internacional e Fluminense, arriva in Italia grazie al Brescia. Resta in Lombardia due anni, compreso uno in Serie B, poi viene ingaggiato dal Porto, dove esplode il suo talento. Gioca sia da mezzala di centrocampo che da terzino sinistro, dove si esprime al meglio. Branco è in possesso di un tiro micidiale, potentissimo, forse il più violento della sua generazione. Alla potenza si abbina negli anni la tecnica: Branco colpisce il pallone sulla valvola applicando un effetto particolare e diventa abilissimo sui calci di punizione. Murdo MacLeod, centrocampista della Scozia e del Borussia Dortmund, finisce in ospedale con un trauma cranico dopo essere stato colpito da una pallonata scagliata da Branco su punizione ai Mondiali del 1990. Torna in Italia, al Genoa, proprio alla fine del Mondiale. Gioca in Liguria per 3 anni contribuendo alla prima storica qualificazione alla Coppa Uefa. Qualche sassata su punizione la videro anche sotto la Lanterna (una in un derby, in particolare). I rossoblu saranno la prima squadra italiana a vincere ad Anfield contro il Liverpool. Poi torna in Brasile. Gremio, Corinthians, Fluminense, Flamengo, Internacional, Mogi Mirim, con due passaggi in Inghilterra (Middlesbrough) e negli Usa (New York Metrostars).

Clamoroso episodio verificatosi in un Brasile-Argentina, quello dei Mondiali di Italia ’90. Ad ogni pausa di gioco, il massaggiatore argentino Galindez approfitta per entrare in campo e portare acqua a Maradona e compagni. Con lui ha due bottigliette: una trasparente contenente solo acqua e un’altra bottiglietta verde con dentro un farmaco stordente, forse sonnifero. L’argentino Monzon per sbaglio beve dalla bottiglietta verde ma i compagni subito gli dicono di sputare. Maradona offre la bottiglietta verde a Valdo che rifiuta. E’ Branco ad avvicinarsi e a bere dalla bottiglietta verde. Subito dopo comincia a sentirsi male, intontito e capisce il trucco degli argentini. Prova a denunciarlo all’arbitro ma non viene creduto. Racconta tutto anche ai giornalisti ma niente. Anni dopo, durante un’amichevole tra Brasile e Argentina, Ruggeri che faceva parte della spedizione argentina al Mondiale ’90 confessò a Branco che la storia della bottiglietta era vera. L’episodio saltò fuori di nuovo durante una trasmissione televisiva in cui Maradona stesso raccontò l’accaduto tra le risate di tutto il pubblico.