Ripartenza calcio, arrivano conferme. Ricciardi (OMS): “Stiamo proponendo di giocare al Centro-Sud”

Arrivano conferme sulla possibilità di concludere i campionati al Centro-Sud, più lontani possibile dall'epicentro del contagio da Coronavirus

Prende sempre più piede l’ipotesi di far concludere i campionati, sempre a porte chiuse, al Centro-Sud. Dopo le parole di Gravina di qualche giorno fa, e in seguito al dietrofront di Inter e Milan inizialmente non intenzionate a spostarsi, arriva la conferma di Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo Oms e consigliere del ministro Speranza per il Coronavirus.

“C’è un discorso geografico – spiega a Radio Punto Nuovo – l’Italia non è tutta uguale a livello di contagi. Al Centro-Sud non c’è stata quell’esplosione terribile del Nord. Ma la gente comunica, viaggia, in alcune parti del Paese questo non si può ancora fare, ci sono paesi dove ci sono ancora 100 e più morti al giorno. Differenziare le aree per livello di rischio è giusto. Stiamo proponendo di giocare al Centro-Sud, non ha senso vietare attività dove ci sono zero casi come la Basilicata. La Campania ha reagito molto bene, tempestivamente, la popolazione ha compreso bene la situazione e ha reagito in tempo, preoccupa un po’ di più la Puglia. La ripresa? Maggio è ancora un mese a rischio, specialmente in alcune regioni: sarà ancora un mese interlocutorio. Ciò che suggeriremo è di avere provvedimenti diversi a seconda delle aree geografiche”.

“La Federcalcio ha un’ottima commissione medico-sportiva, io partecipo da tanti anni alla commissione antidoping. In questa circostanza Gabriele Gravina e Paolo Zeppilli mi hanno chiesto un contributo e lo faccio con piacere. Declinare la partenza del 4 maggio? Dobbiamo valutare lo scenario in due settimane, non vale la pena guardare l’andamento giornaliero: perché servono due settimane per l’incubazione del virus”.

“La situazione sta andando molto meglio in molte regioni italiane, ma non in tutte. In Lombardia c’è ancora uno scenario preoccupante, non si può dare un’indicazione generica per tutti. Questo virus continuerà a circolare fino a quando non si troverà un vaccino e così come colpisce i cittadini, anche i calciatori e lo staff: bisogna tutelare tutti. Ci sono diverse ipotesi, finalizzate alla fine del campionato a cui tutti tengono molto. C’è bisogno di due approcci: uno finalizzato alla conclusione del campionato, con una serie di misure che tendono a circoscrivere il virus. E’ un’ipotesi fortemente condizionata, ma ci sono squadre e squadre: non tutti possono permettersi i test, alloggi per tutti. Quest’impegno economico è pesante. C’è sicuramente un minimo che viene richiesto a tutti: garantire la sicurezza. Non c’è dubbio che l’allenamento o il gioco di squadra che prevede contatto fisico tra atleti è un evento che va considerato piuttosto pericoloso”.

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