Boateng e il razzismo: “Il calcio non fa molto per aiutarti. Mi hanno detto ‘scimmia’ e ‘negro’ in passato”

L'ex di Milan e Sassuolo Kevin Prince Boateng, ora alla Fiorentina ma in prestito al Besiktas, parla di razzismo e di cosa ha dovuto affrontare in carriera

Kevin Prince Boateng, a Sky Sports, parla di razzismo. Il centrocampista della Fiorentina, ma in prestito al Besiktas ha rivelato: Cosa fa il calcio in generale? Non molto, una pubblicità in tv o uno striscione quando le squadre escono sul campo. Capisco che non è una posizione comoda per un calciatore, molti pensano che se dicono qualcosa o condividono la cosa sbagliata, perderanno un contratto o uno sponsor. Eppure non dici niente di male quando cerchi di aiutare la razza umana”.

“Quando abbandonai il campo nell’amichevole Milan-Pro Patria del 2013? E’ stato il momento in cui ho deciso che era troppo, mi sentivo triste e arrabbiato, volevo mostrare al mondo che non avrei mai più lasciato che me lo facessero. Quando ero più giovane ho cercato di ignorare il razzismo le persone che mi conoscono mi dicono che ho pianto, sono andato a casa e non ho detto più nulla. Ero un codardo, non ero abbastanza forte. Ora non sono più un codardo. Mi hanno fatto il gesto della scimmia. Mi hanno detto che per ogni gol che avrei segnato mi avrebbero tirato una banana. E poi ‘ti metteremo in una scatola e ti riporteremo nel tuo paese’, ‘negro’, mi hanno gettato acqua e mi hanno detto che mi avrebbero pulito perché ero sporco”.