Barcellona, ha vinto Bartomeu? No, ora Messi ha il coltello dalla parte del manico…

Messi contro Bartomeu e il Barcellona. La contesa è stata vinta dall'argentino, a differenza di quanto si possa pensare: ecco perché

Un muro contro muro che sembrava destinato a regalare un clamoroso colpo di scena, poi la svolta che non ci si aspettava. Eppure Lionel Messi è stato vicinissimo a lasciare il Barcellona già in questa sessione di calciomercato. Vicino come non mai, perché il suo ciclo e quello dei blaugrana sembravano finiti. E allora la ‘Pulce’ si è messa di traverso, contro Bartomeu, contro la dirigenza, contro i tifosi che lo hanno osannato per decenni, ma mai contro il club che lo ha curato quando da bambino non cresceva. E a lui si so accodati tanti altri, soprattutto dopo la figuraccia in Champions League contro i futuri campioni d’Europa del Bayern Monaco: da Piqué a Suarez, da Rakitic (che già sembrava fuori dal progetto) a Vidal. E dopo il croato, ceduto al Siviglia, tanti altri potrebbero non far parte del futuro Barcellona di Koeman. Ma chi ci sarà, almeno per un’altra stagione, è Messi.

Già, perché il nodo cruciale sul quale si è impuntato tutto è la clausola. Quella clausola che per alcuni valeva, per altri no. Avvocati messi di mezzo dal club dopo l’ormai celeberrimo burofax mandato dall’argentino in sede, con cui chiedeva la cessione. Una voglia matta di fuggire dalle difficoltà, forse di non affrontarle. Il capitano che abbandona la nave poco prima che questa affondi. E sembrava non si potesse ricucire nulla, che Messi non volesse fare marcia indietro. E invece, ancora una volta, si è dimostrato un campione. Perché come diceva James Russell Lowell “Solo gli stupidi non cambiano mai idea”. E Messi stupido non lo è certamente. Un divorzio scontato, imminente, con il Manchester City in prima fila e Guardiola con le braccia aperte pronto ad accogliere il fuoriclasse argentino. Poi tutto è cambiato.

Delle piccole aperture del padre: “Forse resta, ci stiamo lavorando”. Poi la decisione ufficiale annunciata dal diretto interessato: “Resto, ma controvoglia”. Parole lontanissime da quelle pronunciate soltanto qualche anno fa e che sapevano di lunga storia d’amore: “Voglio chiudere la carriera qui”. Tempi ormai distanti anni luce. E appena quelle prime voci di un possibile addio hanno iniziato a circolare, un centinaio di soci del Barça è andato al Camp Nou a chiedere le dimissioni del presidente del Club Bartomeu incapace di trattenerlo, i social si sono riempiti di messaggi di sostegno al campione argentino, i media ne hanno fatto l’apertura in tutto il mondo. Il conflitto tra Messi e Bartomeu è ormai insanabile e non è detto che le eventuali dimissioni del presidente basterebbero a trattenere il calciatore. Il Barcellona è una polveriera già esplosa: un conflitto tra poteri, spogliatoio, stelle e club praticamente ingestibile.

L’unico intento di Messi era evitare le sedi giudiziarie ed è per questo che, intelligentemente, ha fatto un passo indietro. Ma rimarrà controvoglia. E fino a quando? Il contratto di Leo scade il 30 giugno 2021, quindi dal 1° gennaio sarà libero di accordarsi con qualunque club. Andrà via a parametro zero e chi lo vorrà dovrà pagare soltanto, si fa per dire, l’ingaggio. E c’è da scommettere che già a dicembre ci sarà la fila. E a rimetterci, in tutto questo, è il Barcellona. Perché Bartomeu non è il vincitore, come qualcuno può pensare. Il presidente blaugrana ne esce invece sconfitto. E i catalani avranno sì Messi in rosa, ma con motivazioni pari quasi allo zero. Un calciatore controvoglia sarà capace di incidere comunque e di guidare i compagni ai successi? Sono queste le domande che si fanno in molti e che dovrebbe porsi anche il Barcellona, la vera “vittima”. E Messi, invece, avrà il coltello dalla parte del manico. Sarà lui, il vero vincitore della contesa, a decidere se rimanere o andare.

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