Picci confessa la combine in Picerno-Bitonto: “Non sapevo come saldare i debiti”

Antonio Giulio Picci, attaccante ex Bitonto, ha confessato la combine nella partita contro il Picerno: "Non sapevo come saldare i debiti"

Antonio Giulio Picci, attaccante che ha calcato perlopiù i campi delle serie minori e salito alla ribalta per un’intervista diventata virale sui social, confessa tutto. Grazie a quelle parole, rilasciate alla TV pugliese ‘Telesveva’ dopo un gol in rovesciata è diventato talmente famoso da essere spesso ospite di programmi a livello nazionale. Nello scorso campionato Picci ha giocato nella Vigor Trani, squadra di Eccellenza, e il gol diventato famoso è stato realizzato nel successo in rimonta sul Gallipoli: un’acrobazia che a molti ha fatto ritornare in mente la famosa rovesciata di Cristiano Ronaldo ai tempi del Real Madrid contro la Juventus in Champions League. Allora Picci commentò così: “Sono felice perché so quello che ho passato, due mesi fa non mi voleva nessuno, neanche mia madre a casa. Ho dimostrato di essere il più forte. Il gol che ho segnato non si vede neanche in serie C o in serie D. Sfido chiunque a dimostrare il contrario”.

Dopo le accuse di combine in Picerno-Bitonto e le decisioni della Giustizia Sportiva, il calciatore ha voluto spiegare tutto. Questo il racconto, riportato da ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’: “Ho avuto problemi economici importanti che mi hanno spinto a chiedere soldi in prestito a persone poco raccomandabili: ero veramente preoccupato perché non sapevo come saldare i miei debiti“. All’epoca del fattaccio Picci giocava al Bitonto, in Serie D.  L’ultima partita di quel torneo venne giocata sul campo neutro di Rionero in Vulture, contro il Picerno che al termine di quei 90 minuti avrebbe festeggiato la prima storica promozione in C, proprio grazie alla vittoria sul Bitonto. Fu il compagno di squadra Michele Anaclerio – secondo la confessione di Picci – a prospettare la possibilità di un premio da parte del Picerno. Ma Picci aveva il telefono sotto controllo per un’indagine su un giro di usura (in quel caso da vittima). Da lì sono partite le indagini dei finanzieri del Nucleo operativo metropolitano di Bari che nelle scorse settimane sono state chiuse con l’accusa di concorso in frode sportiva: nell’elenco degli indagati figurano, oltre a Picci e Anaclerio, altri 4 calciatori del Bitonto, il ds e il team manager del club. Secondo l’accusa, quella partita è stata venduta da alcuni calciatori del Bitonto per 25mila euro. Picci ringraziò anche il compagno per l’aiuto: “Grande Micky, grande, mi hai salvato! Come il pane mi servono”. Parole che risultano agli atti.

Come detto, lo scorso 31 agosto la Procura della FIGC ha emesso i propri verdetti. Picerno retrocesso all’ultimo posto in classifica del campionato di Serie C 2019-2020, quindi retrocesso in D, e Bitonto penalizzato di 5 punti nella stessa stagione (con conseguente promozione in C del Foggia) per responsabilità oggettiva. Cui si aggiungono due anni di squalifica per Anaclerio, un anno e otto mesi di squalifica per Picci, un anno per i calciatori Daniele Fiorentino e Onofrio Turitto, un anno e otto mesi per i calciatori Giovanni Montrone e Francesco Patierno (tutti del Bitonto); più quattro anni di inibizione, oltre all’ammenda di 50mila euro, per il dirigente Vincenzo De Santis (ds del Potenza che avrebbe secondo l’accusa fatto da intermediario nella vicenda), quattro anni di inibizione per Nicola De Santis (dg del Bitonto, all’epoca calciatore del club) e quattro anni di inibizione anche per il ds del Picerno Vincenzo Mitro.

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