Riapertura stadi, la situazione: si va verso la chiusura nelle prime giornate, ma a ottobre…

La situazione generale legata alla riapertura degli stadi a qualche settimana dalla ripresa dei campionati e con la firma del nuovo DPCM

Nei giorni in cui ci si dibatte sulla riapertura delle scuole, un tema molto discusso è anche quello relativo al ritorno dei tifosi allo stadio. Anche perché, tra qualche settimana, il calcio italiano ripartirà dalla Serie A ai dilettanti. Più passa il tempo, però, e più prevale l’ipotesi di dover assistere alle partite a porte chiuse, così come fatto nel post lockdown. La speranza, a questo punto, è che sia così soltanto nelle prime giornate.

D’altronde, le parole di ieri di Brusaferro e del premier Conte erano state chiare, checché ne dica Salvini che come alcuni presidenti o allenatori ha provato ad opporsi. Proprio il presidente del Consiglio è pronto a firmare infatti il nuovo DPCM (in vigore da domani fino al 30 settembre) che conferma a grandi linee le regole attuali, senza nuove concessioni o nuove limitazioni. E, quindi, senza la possibilità di riaprire gli eventi al pubblico. Questo vorrà dire che, per le prime due giornate di massimo campionato, difficilmente rivedremo qualcuno tornare a gioire dal vivo.

Ma è necessario trovare delle soluzioni alternative onde evitare che diventi il gioco “io sì e tu no”. Se si lascia ancora “spazio” alle Regioni, il rischio è che alcuni stadi possano riaprire a discapito di altri, facilitando molto probabilmente quelle squadre che in casa potranno sfruttare i propri tifosi. Alcuni Governatori si sono già mossi in tal senso. Il Parma ospita mille tifosi nell’amichevole al Tardini con l’Empoli, il Piemonte ha chiesto l’autorizzazione alla riapertura dell’Allianz Stadium.

La “via di mezzo”, a questo punto, potrebbe essere rappresentata dal mese di ottobre. Con la riapertura delle scuole e qualche esempio estero di riapertura degli impianti, se la curva dei contagi nel nostro paese non dovesse peggiorare si potrebbe pensare ad un lento e graduale ritorno dei tifosi. Un 20-30%, magari, con distanziamento, obbligo mascherine e solite regole base. Anche questo è convivenza. Ma convivenza vuol dire anche sopravvivenza. E, lo abbiamo ripetuto più volte su queste pagine, con gli stadi chiusi ancora per molto sopravvivenza non ce ne sarà soprattutto dalla Serie B in giù.