Suarez, l’avvocato dell’impiegata indagata: “l’idea che fosse raccomandato c’era”

Continua a tenere banco il caso Suarez. Arrivano le rivelazioni da parte dell’avvocato dell’impiegata indagata, i dettagli

A distanza di giorni continua a tenere banco il caso Suarez. Giuseppe Innamorati, l’avvocato difensore di Cinzia Camagna, l’impiegata dell’Università per Stranieri di Perugia indagata per falso in atto pubblico nell’ambito dell’indagine per l’esame di italiano sostenuto dall’ex Barcellona, ha spiegato a Fanpage.it la posizione della sua assistita.

“La dottoressa Camagna è un’impiegata di livello B4  e ha eseguito quanto gli è stato richiesto dai suoi superiori senza sapere che fosse un’operazione non regolare. Da parte della signora c’è stato l’adempimento di una richiesta effettuata dai superiori con l’inconsapevolezza di far parte di un’operazione irregolare, secondo quanto contestato dai pm”.

L’avvocato ha sottolineato l’estraneità della donna nella vicenda, dato che non aveva alcun compito organizzativo all’interno della commissione esaminatrice: “È un impiegato esecutivo” e sull’esito dell’esame ha aggiunto “Nessuno è fesso, non è che la signora fosse così ingenua. L’esito dell’esame si poteva immaginare, vista la precedente risonanza della presenza di Suarez. L’idea che fosse raccomandato ce l’aveva. Lei ha preparato il diploma con il minimo dei voti su richiesta del suo superiore. Era pronto con il voto già messo per consegnarlo subito: questo non accade a tutti, ma solo nei casi più disperati”.

“Quello prodotto non era un documento, dato che non era firmato. La falsificazione, se si vuole parlare di falso in atto pubblico, è avvenuta dopo quando il documento è stato firmato dai commissari”.