La Lazio ed il caos tamponi, i dettagli sulla vicenda: “conseguenze molto gravi”

E' una situazione sempre più incerta in casa Lazio. Il club biancoceleste rischia tantissimo per la questione dei tamponi, i dettagli

La partita tra Lazio e Juventus ha messo un pò da parte il caos tamponi, 1-1 il risultato finale con le reti messe a segno da Cristiano Ronaldo ed a tempo quasi scaduto da Caicedo: occasione mancata per la squadra di Andrea Pirlo, mentre gli uomini di Simone Inzaghi hanno raggiunto il miglior punteggio possibile considerando le tante assenze. Ma adesso sono tornate le polemiche, con la gestione della questione da parte del club biancoceleste che non è passata inosservata. La Asl ha bloccato Immobile, Leiva e Strakosha, ma c’è preoccupazione per il fascicolo aperto dalla Procura di Avellino, si vuole capire se siano stati ritoccati i referti, anche perché permettere la circolazione di un positivo configurerebbe il reato di epidemia colposa che punisce chi “con dolo o colpa favorisce la diffusione di un virus letale per la popolazione”. Le conseguenze per la Lazio sarebbero gravissime, sia a livello penale che sportivo. Come riporta la ‘Gazzetta dello Sport’ il laboratorio di Avellino è stato scelto con questa motivazione: “Quando ho chiesto per la Salernitana mi hanno detto che c’era il centro di Taccone, uno dei pochi convenzionati con la Regione Campania. E abbiamo scelto lui anche per la Lazio”.

L’ufficio coordinato dal procuratore facente funzioni Vincenzo D’Onofrio ha aperto un fascicolo con le accuse di falso, truffa in pubbliche forniture e appunto epidemia colposa. Si dovrà valutare la posizione in relazione a Immobile, Leiva e Strakosha prima positivi, poi giudicati negativi per la partita contro il Torino e poi nuovamente positivi. La Lazio avrebbe fatto giocare calciatori potenzialmente ancora ‘pericolosi’. Viene iscritto nel registro degli indagati Massimiliano Taccone, presidente del consiglio di amministrazione della società titolare del laboratorio, la cui proprietà è riconducibile a suo padre Walter, ex presidente dell’Avellino US 1912. Nel frattempo stamattina Ivo Pulcini, il medico della Lazio, non ha risposto alla convocazione della Procura Federale, secondo le indiscrezioni non si sarebbe presentato per motivi di salute.

Le dichiarazioni di Calcagno

Umberto Calcagno, presidente dell’Aic, è intervenuto a ‘Radio anch’io sport’. “La procura federale e quella della Repubblica di Avellino sono al lavoro. Tutto il grande lavoro fatto da tutte le componenti federali per la ripresa si fondava su regole ben precise e protocolli che vanno rispettati. Le cose che emergono potrebbero avere conseguenze molto gravi, non solo sulla salute, ma anche sulla regolarità delle competizioni per il principio di parità competitiva. Ovviamente mi auguro che tutta possa essere risolto”.