Mihajlovic e la malattia: “non vedo l’ora di tornare a essere uno zingaro di m…”

L'allenatore Sinisa Mihajlovic torna a parlare della malattia nel giorno dell'uscita del suo nuovo libro, già disponibile in edicola e libreria

E’ uscito il suo nuovo libro “La partita della vita” da oggi in libreria e in edicola. Nel frattempo l’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera: “Ammalarsi non è una colpa, succede e basta. La verità è che non sono un eroe e neppure Superman. Parlavo così perché avevo paura. Chi non ce la fa, non è un perdente. Non è una sconfitta, è una maledetta malattia. Adesso mi godo ogni momento, prima non lo facevo e davo tutto per scontato. La malattia mi ha reso un uomo migliore”.

“Sono un uomo controverso, divisivo. E ci ho messo del mio. Ma se faccio una cazzata, mi prendo le mie responsabilità”. Chi è oggi Mihajlovic? “Un uomo che cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno. Gli applausi e l’affetto mi hanno aiutato molto. Ma ora basta. Non vedo l’ora di tornare a essere uno zingaro di m…”.

“Una cosa che non rifarei? Ottobre 2000, Lazio-Arsenal di Champions League. Da quando gioco a calcio ho dato e preso sputi e gomitate e insulti. Succede anche con Vieira. Gli dico ‘nero di m…’ Tre giornate di squalifica. Sbagliai, e tanto. Lui però mi aveva chiamato zingaro di m… per tutta la partita. Per lui l’insulto era zingaro, per me era m… Nei confronti di noi serbi, il razzismo non esiste”.