Massimo Maccarone, da Del Piero a quei meloni buttati a terra per andare a vedere…la partita di pallone

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Massimo Maccarone, attaccante della Carrarese

Massimo Maccarone è stato un ottimo attaccante. ‘Big Mac‘, questo il suo soprannome, gioca attualmente nella Carrarese in Serie C. E’ stato il secondo calciatore ad esordire in nazionale maggiore senza ancora aver giocato in Serie A. Era il marzo 2002, subentra in un Inghilterra-Italia in cui risulta decisivo per la conquista di un rigore. Cresce nelle giovanili del Milan, poi inizia un lungo girovagare tra Modena, Prato e Varese. La sua prima esperienza importante è però all’Empoli, che si aggiudica definitivamente il calciatore alle buste, a discapito dei rossoneri. Qui contribuisce, insieme a Di Natale, alla promozione in Serie A dei toscani. Si aprono i palcoscenici esteri per lui, che nel 2002 approda al Middlesbrough. L’allenatore della squadra inglese, Steve McClaren, dice di lui: “Abbiamo acquistato il calciatore italiano che più assomiglia a Del Piero“. Dopo un’ottima partenza si fa male, e alla ripresa è sempre in panchina. Vuole tornare in Italia, lo fa prima al Parma e poi al Siena, ma nel 2005 torna in Inghilterra per fine prestito. Sempre dalla panchina, contribuisce al raggiungimento della finale di Coppa Uefa del 2006. Lascia definitivamente il ‘Boro‘ e va giù pesante contro il tecnico McClaren: “La persona più ipocrita e falsa che abbia mai avuto la sfortuna di incontrare nel calcio”.

Torna al Siena e rinasce: segna 40 gol in 113 partite, prima delle esperienze con Palermo e Sampdoria. Dal 2012 al 2017, cinque anni intensi con la squadra che lo ha fatto diventare grande: l’Empoli. Saranno 66 i gol con quasi 200 presenze. Nel 2017 va in Australia, al Brisbane Roar, prima di passare alla Carrarese.

In un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’, Maccarone ha rivelato: “Da ragazzino scaricavo le cassette di frutta e non me ne vergogno. Un giorno decisi di buttare per terra i meloni per farmi allontanare, così potei scappare al bar per vedere in TV il Mondiale del ‘94. Per i gol mi sono fatto pure licenziare. Big Mac? Me lo sono pure fatto tatuare sul braccio. Ma a Empoli gira molto anche ‘Macca’. E mi piace quando qualcuno mi chiama ‘Piccolo Vialli’, il mio idolo in assoluto”.