Galliani: “Serie A a 18 squadre? Altri affollano calendario”. Perché è più importante la riforma delle serie inferiori

Adriano Galliani affronta l'argomento della riforma dei campionati e della Serie A: è molto più importante la riduzione degli organici delle serie inferiori

CalcioWeb

La riforma dei campionati è sempre un argomento caldissimo nel mondo del calcio. Il passaggio della Serie A da 20 a 18 squadre non è così inevitabile considerando anche gli organici a 20 dei top campionati come Premier League e Liga spagnola.

E’ molto più urgente, invece, una riforma delle categorie inferiori considerando i problemi economici di tante società e i rischi fallimenti soprattutto delle squadre di Serie C e Serie D.

Le parole di Adriano Galliani

“In tutte le Federazioni europee, mi riferisco ai 5 grandi campionati, è impossibile che attraverso un voto fatto dalla C o dalla D si tolga il diritto di intesa alla serie A, non verrà consentito”. Sono le dichiarazioni di Adriano Galliani, in occasione della presentazione delle partnership del Monza con MSC Crociere e Simmenthal.

Adriano Galliani
Foto di Daniel Dal Zennaro / Ansa

“La mia visione è molto semplice. Il campionato italiano è a 20 squadre da vent’anni, dal 2004, e non è mai cambiato. L’impegno totale dei calciatori è aumentato molto per l’effetto delle manifestazioni fatte dalla Fifa e dalla Uefa. Siccome altri affollano i calendari, la A deve scendere da 20 a 18 squadre? È incomprensibile che per far giocare a due squadre il Mondiale per Club e ad altre 2-3 la Champions si facciano scomparire due club che dalla A passerebbero alla B e di conseguenza due dalla B andrebbero in C e due dalla C in serie D”.

Galliani continua: “non si può uccidere il campionato italiano che è già parzialmente ferito dalla concorrenza perché le tv hanno un budget e quello investono: se la maggior parte del budget è destinato alle nuove competizioni, scompare da quello per i singoli campionati nazionali”.

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