La verità sulla borraccia che ha colpito Djokovic e il solito processo ai “tifosi di calcio” | VIDEO

Djokovic colpito da una borraccia agli Internazionali d'Italia: il video che fa chiarezza sulle dinamiche e smonta le polemiche

Nella serata di ieri hanno fatto il giro del mondo le immagini della borraccia che ha colpito Novak Djokovic. Al termine del match contro Moutet degli Internazionali d’Italia, mentre si era fermato a firmare autografi ai fan assiepati prima dell’entrata negli spogliatoi, Djokovic è stato colpito alla testa da una borraccia caduta dagli spalti.

Il tennista serbo si è accasciato al suolo perdendo molto sangue, è stato portato negli spogliatoi e medicato con alcuni punti di sutura. Mentre la polizia era intenta a riguardare le immagini per capire la natura di quanto accaduto e se ci fosse stato o meno il dolo, sui social è partito il solito processo in stile “tifosi di calcio” che ha condannato duramente il gesto, nonostante si sapesse poco o nulla.

Nei primi video circolati, infatti, si vedeva solo Djokovic colpito dalla borraccia, con un’inquadratura piuttosto ristretta. Il ‘garantismo social’ però non esiste: in tanti hanno gridato allo scandalo, alla follia di un tifoso che avrebbe deciso di ferire il più grande tennista di tutti i tempi con un gesto sconsiderato. Praticamente un episodio in stile “Monica Seles ad Amburgo“, ma a distanza.

Djokovic è uno dei tennisti più amati al mondo, con l’Italia ha un legame speciale che dura da tempo: parla benissimo l’italiano, è amico di Fabio Fognini, ha partecipato a Sanremo, è tifosissimo del Milan (solo per citare alcuni aspetti). Dunque: perchè tanto hating nei suoi confronti? Il motivo, infatti, non esiste.

Un video, pubblicato nelle ore successive all’accaduto, ha chiarito le dinamiche dell’incidente: la borraccia è caduta da uno zaino di un tifoso che si stava sporgendo per chiedere un autografo al campione di Belgrado. Caso rientrato. Il pubblico degli Internazionali d’Italia, il pubblico italiano, non è violento. Gli ultras del calcio, quelli che hanno messo a ferro e fuoco Genova, per citare un episodio recente, nulla hanno a che fare con la racchetta: il processo social si è chiuso con un’assoluzione completa.