Lotta al doping e alle scorrettezze nello sport, una battaglia che torna sempre di moda quando si parla di Olimpiadi. Ma cosa accadrebbe se alle Olimpiadi il doping fosse regolarmente permesso? Sembra assurdo anche solo immaginarlo ma nel 2025 tale scenario potrebbe diventare realtà grazie agli Enhanced Games.
Via libera al doping e alla tecnologia per migliorare le prestazioni. A organizzarle è Aron D’Souza, che ha firmato un accordo con Ridley Scott per una serie di 10 episodi sui primi Giochi ‘migliorati’. Ha il pieno sostegno degli investitori miliardari Peter Thiel e Christian Angermayer, e ha arruolato l’ex campione del mondo di nuoto James Magnussen, assicurando l’interesse di almeno sei detentori di record mondiali.
Il progetto di D’Souza non è stato accolto favorevolmente dal mondo. Barney Ronay ha definito l’idea “grottesca”, l’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada) l’ha descritta come “pericolosa e irresponsabile” e il capo di WorldAthletics, Sebastian Coe, l’ha liquidata come “assurda”. “Nel 1896, il barone Pierre de Coubertin reinventò le antiche Olimpiadi per la sua era, un’era di nazionalismo“, dice al Guardian, “Ora stiamo reinventando le Olimpiadi per creare una nuova formula, non di sport, ma di umanità“.
Gli Enhanced Games si concentreranno inizialmente su cinque sport chiave: atletica, nuoto, sollevamento pesi, combattimento e ginnastica. Ma D’Souza vede i giochi non solo come un evento sportivo, ma come un “viaggio scientifico”. “Perché dovremmo accettare i limiti della nostra umanità?” dice, “il progetto umano è sempre stato quello di superarli“.
Finora, nonostante i 100 mila dollari offerti a 10 atleti per apparire nella serie di Scott, l’Enhanced Games ha un solo concorrente confermato: James Magnussen. Al suo apice, Magnussen era uno dei migliori nuotatori al mondo, vincendo il titolo mondiale dei 100 metri stile libero nel 2011 e 2013. Oltre ai 100 mila dollari per il documentario, guadagnerà un milione se riuscirà a battere un record mondiale, cosa di cui è convinto.