Dopo l a gara di ieri, Niccolò Campriani che ha conquistato l’argento, perdendo l’oro per pochissimo ha commentato le modifiche apportate al pubblico: ovvero la possibilità che adesso hanno gli spettatori di far “rumore” durante la gara: “non solo hanno escluso l’obbligo del silenzio, ma adesso c’è proprio una volontà all’incitamento. E’ già successo agli Europei. Oggi è andata anche bene, hanno battuto le mani solo all’ultimo colpo, di solito partono molto prima e di solito non sono solo applausi, partono trombette, fischi, gente chiamata per nome“. Niccolò non cerca un modo per giustificare l’imperfezione de suo ultimo tiro e quindi la mancata medaglia d’oro: “l’altro tiratore era nella stessa identica situazione. Il mio non è un discorso perchè ho fatto 9, il discorso è più ampio. Stiamo andando in questa direzione, ci rendiamo tutti conto di quello che vuol dire?” si chiede il tiratore azzurro. “Noi facciamo uno sport di precisione, sto cercando di accettarle queste regole però se voglio farmi un augurio per questo sport prima di tutto è quello sì di evolvere e avvicinarsi alle nuove domande delle nuove generazioni senza però perdere la nostra anima. Noi siamo chi siamo, non dobbiamo cambiare per farci piacere, dobbiamo valorizzare i nostri punti forti. Che poi non chiedo il silenzio assoluto, è solo nella fase di tiro” ha detto il 27enne toscano, che adesso si prepara al futuro, e pensa a come affrontare le Olimpiadi di Rio: “io mi aspetto non dico il caos, ma un qualcosa più simile allo stadio alla finale olimpica, quindi devo organizzarmi in questo modo. Mi sono registrato delle finali, con trombette, applausi, quindi in allenamento metto gli altoparlanti e riproduco. Si tratta di sviluppare queste nuove capacità” ha concluso.
Giochi di Baku, Niccolò Campriani: “spero che le cose cambino”
Niccolò Campriani dopo l'argento conquistato commenta le modifiche apportate al regolamento delle gare di tiro a segno