La stagione di MotoGp è andata in archivio, un protagonista è stato Danilo Petrucci, interessanti indicazioni: “è stato un anno straordinario, con i podi e le tante prime file, anche se mi è mancato il risultato pesante come la vittoria e la pole – ha ammesso Petrucci in un’intervista a ‘Marca’ -. L’obiettivo del team ovviamente non era vincere, ma restare costantemente fra i migliori 5-6 in ogni gara. Purtroppo non è sempre stato possibile. Quello che conta è il risultato finale, che è stato migliore di quello del 2015, il mio primo anno in Ducati, quando chiusi a sorpresa al decimo posto. L’anno scorso, invece, sono stato condizionato dall’incidente a inizio stagione che ha prodotto un avvio di campionato complicato. Capisco che si parli già del 2019, ma non mi piace cominciare a trattare questo argomento così presto – ha detto -. Preferisco posticipare la discussione a metà stagione, anche perché c’è il rischio di non conoscere il rendimento della moto. Il mio obiettivo è quello di essere un pilota della Ducati ufficiale. Ho un contratto per il 2018 e un’opzione a favore del team per il 2019 perché mi unisca a loro. In ogni caso, è tutto nelle mie mani: in Ducati hanno fatto la loro parte con questa opzione, ora dipende da me”. Sull’interessamento dell’Aprilia: “L’anno prossimo sarà il mio ottavo in MotoGP. Mi sento pronto per un team ufficiale e il mio sogno è quello di restare in Ducati”.

Su Valentino Rossi: “sarò al Ranch di Rossi la prossima settimana, il 16 dicembre. Faremo una gara e correrò in coppia con Lorenzo Baldassarri (pilota di Moto2, ndr). Marquez mi ha detto che sono uno difficile da superare, anche quando vado lentamente – ha spiegato Petrux -. Ho lottato con lui a Misano e devo dire che mi ha lasciato a bocca aperta. Ho provato molte cose per il team ufficiale e non è stato semplice, specialmente all’inizio – ha spiegato -. Dopo il Mugello abbiamo avuto una maggiore stabilità e anche i risultati sono arrivati. Spero che il mio lavoro abbia aiutato il Dovi nella lotta per il titolo. A fine stagione sono arrivato molto stanco mentalmente, ma anche soddisfatto per aver capito in quale settore devo lavorare maggiormente. Ho provato un po’ la Desmosedici a Jerez. Ho notato alcune differenze, anche se gli ingegneri non mi avevano avvisato per non condizionarmi. Però non è sicuramente la versione definitiva”.