MotoGp – Valentino Rossi, retroscena e aneddoti clamorosi sul Dottore

Valentino Rossi si prepara per il nuovo campionato di MotoGp, in particolar modo gli ultimi test sono stati altalenanti per la Yamaha, l’obiettivo è risolvere i problemi entro l’inizio del torneo. Nel frattempo emergono alcuni retroscena ed aneddoti, prima la commovente intervista del Dottore a Riders, ecco un racconto dell’amico Uccio Salucci: “Che arrabbiatura con Pernat per non aver finito uno shooting con l’Aprilia quando lui non aveva ancora la patente, ma Vale è rimasto uguale: se gli dici che un’intervista dura mezzora, deve durare mezzora, se no si infastidisce”. E poi: “Prima del via c’è sempre lo stesso rituale e ci devono essere solo determinate persone. Vale dice: ‘Chiudete il bar’, che è l’ufficio dove si cambia, da lì non si scherza più e Vale comincia a pensare alla concentrazione e accende la musica. O un Vasco d’annata o l’album Nessun Pericolo per te”. 

Valentino Rossi
AFP/LaPresse

Queste invece le parole di Flavio Fratesi, fondatore del fan Club di Valentino Rossi: “È la parte più umana, quella che non tutti conoscono: quest’anno abbiamo fatto trenta ospedali, visitato più di 4.200 bambini, incontrato disabili e collaborato con Vanni Oddera per la Motote-rapia. Abbiamo iniziato con l’ospedale di Padova, bambino per bambino a portare le cose, poi lo è venuto a sapere un centro tumori di Milano dove c’era un bambino malato, Riccardo, tifosissimo di Vale che rifiutava le cure, ma lo abbiamo stimolato con una promessa: ‘Vale alla prima vittoria ti porta la coppa’. Passano due mesi e mezzo, Vale vince, Riccardo c’è ancora e andiamo su con la coppa con un videomessaggio di Vale: ‘Se conquisto il Mondiale, tutto quello che vinco te lo porteranno Flavio e Rino’. Era un modo per stimolarlo. Vale vinse il mondiale, portammo a Ricky, che era intubato, tutto e ci accolse con un sorriso che non ti dico. Vedere lui, ma anche i genitori sereni nel coronamento del sogno del figlio è stato indescrivibile. Prima di andar via ci chiama e ci dà un foglio: ‘Questo è per Vale, è un regalo per lui per quando non ci sarò più. Grazie’. Due giorni dopo è volato in cielo. Aveva disegnato la sua manina perché sapeva che non ce l’avrebbe fatta. Due anni più tardi abbiamo messo la sua manina nella maglia del fan club. Ma ti rendi conto che cosa sono riusciti a fare una maglia e un berrettino? E da lì è partito tutto”. Infine non poteva mancare un racconto dei mamma Stefania: “Mi ricorderò sempre un episodio avvenuto all’asilo. fece un disegno con il suo autoritratto e si era dipinto il volto con degli occhi azzurri brillanti. Quegli occhi io me li ricordo ancora, erano lucenti, non so come sia riuscito a colorarli in quel modo, ma erano proprio splendenti e da quel momento ho capito che anche lui era destinato a brillare”.