Noia basket! Una rivoluzione per rendere i match più divertenti

Tre quarti di noia e un quarto di gioco per rendere i match di basket più belli da vedere

Palleggiando col telecomando fra una finale NBA e una finale di campionato italiano viene da pensare, fra un canestro e l’altro, che in fondo il basket abbia un poco il fiato corto. E non stiamo parlando dei cestisti, degli atleti, dei campioni. No. Stiamo parlando della “formula basket”. In USA o in Italia la “solfa” è sempre la stessa. O quasi. Dei quattro-quarti, solo l’ultimo suona in “levare”. Gli altri sono noia mortale. Le partite di basket vivono per 3 quarti di attesa, di pausa, di fondamentale parità concordata. Poi, tanto, a decidere il tutto, ci sarà il quarto-quarto. E, in particolare, gli ultimi secondi del quarto-quarto saranno quelli decisivi. E allora, viene da chiedersi, perché giocare i precedenti minuti? Non sembra avere molto più senso, il tutto. Il tiro da 3 è riuscito a ravvivare le partite di basket per qualche anno. Poi, si sa, fatta la legge, trovato l’inganno. E Stephen Curry ha dimostrato che ormai il tiro da 3 non è più “un miracolo”, anzi. Quindi, per il basket, è forse arrivato il momento di modificare qualcosa nell’impostazione della struttura. Qualcosa che renda appetibili per il pubblico anche i primi 3 quarti dello show.