Pantani, parla mamma Tonina: “Ho il dubbio che l’abbiano ucciso”

Il 14 febbraio, per gli appassionati di ciclismo e non solo, non è unicamente il giorno di San Valentino. Anzi, prima di ogni altra cosa è l’anniversario di un triste episodio, quello che ha portato al ritrovamento del corpo, senza vita, di Marco Pantani, all’interno di un residence di Rimini. Oggi, per la precisione, ricorre il decimo anniversario di questa tragedia e, per l’occasione, la mamma di Marco, Tonina, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di ‘Sportmediaset’. Intervista dove esprime i propri dubbi e la propria rabbia per la scomparsa dell’adorato figlio: “Ho tanti dubbi sulla scomparsa di Marco, ci sono elementi poco chiari che mi fanno pensare che sia stato ucciso. Ad esempio, prima di essere trovato morto, fece una chiamata ai carabinieri dicendo che c’erano persone che gli davano fastidio. In quel residence non era solo. E poi c’è l’episodio dei cappotti. Marco partì da Milano senza bagagli, però i cappotti furono trovati nel residence. Chi li ha portati lì? Marco è stato un campione straordinario, non ha mai usato il doping, amava i bambini ed era dolcissimo“. La signora Pantani è poi tornata su quello che è stato un elemento cruciale in questa storia: il tasso di ematocrito superiore alla media, riscontrato al figlio il 5 giugno del 1999, poco prima di vincere il secondo Giro d’Italia, a Madonna di Campiglio. Ecco gli altri dubbi di mamma Tonina: “Qualche giorno prima il livello di ematocrito di mio figlio era pari a 46.0. Come ha fatto a salire rapidamente in così poco tempo? E’ tutto poco chiaro“.