Non ha mai avuto pace Marco Pantani, da quel maledetto 1999, nemmeno dopo la sua morte. In questo mese stanno emergendo delle tristi e clamorose novità relative soprattutto al mistero legato al suo decesso a Rimini nel 2004, 5 anni dopo il tragico Madonna di Campiglio che sconvolse i milioni di italiani che tifavano per lui, quando il Pirata fu escluso dal Giro d’Italia mentre era ad un passo dal vincerlo per la seconda volta consecutiva.
Ebbene, pare che le analisi del ciclista romagnolo furono alterate. Qualcuno avrebbe truccato l’esito degli esami effettuati dopo la tappa di Madonna di Campiglio facendo risultare l’ematocrito troppo alto, segnando così l’inizio della fine della carriera del campione ed anche della sua giovane vita.
Sergio Sottani, procuratore di Forlì, è pronto ad avviare ricerce specifiche ed approfondite in merito a questo. In mezzo a tutta questa vicenda spunta adesso addirittura il nome di Renato Vallanzasca, noto criminale italiano, protagonista della malavita milanese, che svela particolari inquietanti: “Quattro o cinque giorni prima che fermassero Marco a Madonna di Campiglio, mi avvicinò un amico, anche se forse lo dovrei definire solo un conoscente, esponente della camorra, che mi disse: “Renato, so che sei un bravo ragazzo e che sei in galera da un sacco di tempo. Per questo mi sento di farti un favore. Hai qualche milione da buttare? Se sì, puntalo sul vincitore del Giro! Non so chi vincerà, ma sicuramente non sarà Pantani. Il pelatino a Milano non ci arriva!”
Dietro Madonna di Campiglio c’era dunque un clamoroso giro di scommesse clandestino che ha sicuramente contribuito a distruggere sportivamente e psicologicamente un personaggio che appariva forte, ma era in realtà molto debole.
Secondo il malavitoso le scommesse clandestine sulla vittoria finale del Pirata erano talmente tante da poter «sbancare» chi le gestiva. E poiché si trattava della criminalità, era stato più facile eliminare il campione dalla competizione.
Come se non bastasse, c’è anche un forte dibattito concernente gli strani valori dell’ematocrito. Roberto Rempi, medico della Mercatone Uno dichiara a tal proposito: “La sera del 4 giugno Pantani si misurò in hotel l’ematocrito. Aveva 48 e piastrine normali. Il test del 5 segna invece 51,9 con piastrine sballate. Marco viene squalificato ma va a Imola per un nuovo test: l’ematocrito è di nuovo a 48 con piastrine normali”. L’ipotesi dello staff, riporta il Corriere della Sera, è che la provetta sia stata riscaldata per alterare i valori e fermare la corsa di Pantani. Per sempre.
Se tutto ciò fosse vero, non si farebbe comunque mai giustizia per Marco Pantani, un ciclista unico che nessuno potrà ridarci.