L’incubo è finito: Alex Schwazer torna un uomo anche sportivamente libero. Dopo 8 anni difficilissimi e una battaglia legale per il caso doping, il marciatore olimpionico a Pechino 2008 rivede la luce.
“Oggi scade il termine della ingiusta squalifica che ho dovuto scontare per intero – afferma in una dichiarazione all’ANSA l’altoatesino – Mi auguro che a nessun atleta venga mai riservato il trattamento che ho dovuto subire in tutti questi otto anni per difendere e tutelare il mio onore e la mia dignità, per provare la mia innocenza, per cercare di ottenere giustizia e per dimostrare la verità”.
La vicenda si è conclusa con l’archiviazione del caso e il riconoscimento da parte dei giudici di Bolzano che ci fu manipolazione della provetta.
Per Schwazer quella al testosterone del 2016 era una seconda positività: la prima di tre anni e sei mesi risaliva al 23 aprile 2013. Si trattata di epo e lì il marciatore ammise di essere colpevole. Poi nel 2016 la positività al testosterone da sempre contestata dall’azzurro.
Il post social
“Ringrazio tutti quelli (pochi) che mi sono stati vicini in questo doloroso (ed infernale) percorso – dice l’ex azzurro -, quelli che non mi hanno mai abbandonato, quando sarebbe stato facile farlo, quelli che hanno lottato con me e sofferto assieme a me per l’ingiustizia che dovevo sopportare e per il trattamento che mi veniva riservato; ringrazio infine quelli (molti) che dopo aver compreso la mia innocenza ed estraneità ai fatti di cui ero stato accusato, mi hanno fatto sentire (seppur a distanza) il loro affetto e vicinanza, grazie! Il buio e le tenebre per l’ingiustizia subita faranno ora posto alla luce di un nuovo giorno nel quale potrò accompagnare i mei figli a gareggiare in una piscina o in una pista di atletica senza per questo incorrere in squalifiche (cosa che sarebbe avvenuta fino a ieri)”. Firmato: “Alex”. In evidenza una FOTO commovente in compagnia dei figli Ida e Noah.
