La Juventus oggi ha completato il giro di presentazioni dei nuovi acquisti chiudendo il cerchio con Daniele Rugani. Il difensore ex Empoli compirà 21 anni tra qualche giorno e rappresenta il volto nuovo della difesa bianconera. E in attesa di accogliere il trequartista tanto richiesto, Allegri si coccola i campioni del futuro. A fine mercato potrebbero essere una decina i ‘classe ’90’ e tra questi c’è anche Gotze, a segno nell’amichevole che il suo Bayern ha vinto 1-0 contro l’Inter. Un gol che aumenta le attenzioni nei confronti del giocatore, ma rende anche l’operazione sempre più difficile. Per questo Paratici sta valutando diverse alternative, da Draxler a De Bruyne, anche loro però classe 90′ come Rugani.
“Io il futuro del calcio italiano? La strada è lunga, bisogna pedalare”, si schermisce il giovane difensore, che lo scorso anno all’Empoli è riuscito nell’impresa di non subire neppure un cartellino giallo. Guai però a pensare che il ragazzo sia ‘molle’: “In campo, con avversari e arbitro, cerco sempre di ragionare, fa parte del mio carattere – spiega – ma questo non vuol dire che non sia duro, se necessario. Negli interventi non mi risparmio. Essere qui è un sogno, la massima aspirazione”, dice sottolineando di non essere stato mai sfiorato dall’idea di non vestire la maglia bianconero.
Neanche quando il Napoli ha provato a strapparlo dalla Juventus offrendo 20 milioni di euro: “Non smetterò mai di ringraziare Sarri, è stato fondamentale nella mia crescita – dice -, ma mio padre era tifoso juventino e la sua passione è la mia. Sin da bambino. Ringrazio la società per aver dimostrato di voler puntare su di me. Era la cosa che più volevo. Ce la metterò tutta per ripagare la fiducia e ritagliarmi uno spazio”. In campionato, ma anche in Champions: “Sarebbe bello arrivarci, cercherò con il lavoro di convincere mister Allegri…”.
Abituato a giocare sia in una linea a tre che a quattro e all’occorrenza anche a sinistra o a destra, Rugani però ammette: “Devo migliorare con il mio piede debole, il sinistro”. Davanti a lui ci sono dei mostri sacri come Bonucci, Barzagli e Chiellini: “Sono grandissimi campioni – conclude – e sono sicuro che da loro potrò imparare molto”.