
senza risultati”. Se il Milan non dovesse centrare l’accesso alla Champions, le cose cambierebbero: “Dipenderebbe dalle tempistiche di rientro del prestito del fondo Elliott. Senza Champions il Milan non riuscirebbe a produrre gli utili necessari e a quel punto il fondo diventerebbe di fatto proprietario del Milan. Ma è uno scenario che dipende molto dalla prossima stagione rossonera. Tutto diventa molto legato ai risultati sportivi nel breve termine: ecco perché questo attivismo sul mercato della dirigenza, che ha concesso anche commissioni importanti agli agenti dei calciatori pur di portarli a Milano in tempo record”. Infine non va dimenticato il problema del Fair Play Finanziario: “Il Milan indubbiamente è fuori dai parametri UEFA. Basta guardare le uscite degli ultimi 3 anni: il limite di perdite è di 30 milioni, il Milan ne ha persi in media 70/80 a stagione. La società si troverà comunque sotto monitoraggio della Uefa essendo già rientrato in Europa quest’anno e l’anno prossimo sarà sotto sanzione, sforando i parametri. A meno che la Uefa non accordi il cosiddetto “Voluntary Agreement”. La UEFA ha preferito non pronunciarsi perché c’erano troppe incognite legate alla fattibilità del piano. Se l’UEFA accetta e il Milan non si riesce a fare quanto propone, la sanzione è ancora più grave rispetto a quella che la Uefa avrebbe applicato autonomamente”.
Calciomercato, Bellinazzo svela i piani dei top-club di Serie A: dal Milan alla Roma, la situazione

Calciomercato – Poi Bellinazzo fa il punto sul mercato delle altre squadre, a partire dall’Inter: “L’Inter dopo l’1 luglio, quando entreranno nel nuovo esercizio, si muoverà. Mi aspetto un grande mercato da Suning, che non ha la stessa fretta finanziaria del Milan: deve chiudere un’operazione in uscita entro il 30 giugno, dopodiché uscirà dal monitoraggio della Uefa. Hanno forza economica e possono pianificare un progetto senza correre. Certo, prima arrivano i risultati, meglio è”. E poi c’è il Napoli collaudato di Maurizio Sarri: “Penso di sì. Quella del Napoli è una situazione particolare legata alla necessità di tenere sempre i conti in ordine per evitare esborsi a De Laurentiis: credo che la politica sarà quella di guadagnare spazio sul bilancio cedendo ultratrentenni, inserendo giovani di prospettiva, anche per non toccare l’equilibrio interno che si è creato. La Juve invece ha i soldi e può fare più o meno quello che vuole”. Infine la Roma, che non naviga certo nell’oro: “Si trova più in difficoltà: ha una situazione complessa dal punta di vista dei conti, perché i ricavi non decollano; con il secondo posto e la certezza di partecipare alla Champions avranno un po’ di margine di manovra, però sarà più facile che perdano giocatori importanti piuttosto che li acquistino in questa fase”.