Si è chiusa la lunga sessione di mercato estiva, ufficialmente iniziata lo scorso 1 luglio e conclusasi pochi minuti fa. C’è chi ha cominciato ancora prima, come la Juventus, che ha portato a termine l’acquisto di Dybala già nel mese di maggio. E chi ha aspettato l’ultimo secondo per terminare la propria campagna di rafforzamento, come l’Inter, che nel final day ha messo a segno tre colpi: Felipe Melo, Ljajic ed Alex Telles. Insomma, una lunga maratona, passata tra grandi acquisti, trattative mancate, sogni realizzati ed altri rimasti tali. Andiamo a dare un giudizio complessivo all’operato delle venti squadre di Serie A, tenendo conto di vari fattori: mercato in entrata, mercato in uscita, ma anche capacità di trattenere alcuni giocatori, nonostante importanti offerte. Si pensi a Biglia della Lazio o Maksimovic del Torino. Vince la Roma, con il suo 8,5, mentre fanalino di coda sono Empoli e Frosinone, 4,5, che poco e nulla hanno fatto per rafforzarsi.
Atalanta 6: sulla carta il mercato degli orobici viene promosso con una sufficienza raggiunta negli ultimi giorni. Gli ingaggi di Toloi e Paletta, che ingrossano il reparto dei difensori centrali, hanno infatti parzialmente riabilitato una gestione degli affari che, sinceramente, aveva convinto poco. Sono stati ceduti al Torino, per 11 milioni, due elementi giovani e di grande avvenire come Baselli e Zappacosta, quest’ultimo fondamentale nella salvezza della passata stagione. A centrocampo sono arrivati l’olandese De Roon, misconosciuto ma apparso valido nelle prime due uscite, e il rodato Kurtic. Per evitare una salvezza affannosa come quella dello scorso anno, sarebbe stato utile fare qualche altro sacrificio economico, considerati anche i ben 7 milioni di euro incassati dalla cessione di Benalouane al Leicester City. Il rientro di Brivio dal prestito al Verona può essere visto di buon occhio ma rischia di essere controproducente: bisogna considerarne le motivazoni, visto che un anno fa è stato ritenuto di troppo a Bergamo. Controversa anche la vicenda relativa a Maxi Moralez: praticamente ceduto all’Al Ittihad, l’argentino ci ha poi ripensato ed è rimasto in nerazzurro. La speranza è che non sia comunque partito, con la mente, verso gli Emirati. Nelle prime due giornate è comunque sembrato ben concentrato sul campo da gioco, Ad ogni modo, l’impressione è che molto starà alla saggezza di Edy Reja.
Bologna 6,5: mercato di spessore per quella che è una neopromossa, come peraltro si sospettava che fosse. I felsinei, forti dei capitali provenienti dagli Stati Uniti, hanno avuto dalla loro una disponibilità economica che gli ha consentito di potersi muovere sul mercato senza grossi problemi. Il colpo da novanta è l’acquisto, dalla Roma, di Destro. Vero che da un paio di anni il ragazzo sembra essere caduto in disgrazia, ma parliamo di un ventiquattrenne le cui doti non possono essere messe in discussione. Del resto, sotto le ‘due torri’ si sono già rigenerati calciatori del calibro di Beppe Signori, Roberto Baggio e Marco Di Vaio, a testimonianza di quanto Bologna sia piazza dove ben si può operare. Eccellente anche l’arrivo di Giaccherini, di ritorno dall’esperienza fatta di poche luci e molte ombre al Sunderland: se tornasse quello dei tempi della Juve, sarebbe puro lusso. Altra operazione da dieci e lode è quella che ha portato a sbaragliare la concorrenza per Donsah, sul quale erano forti Juventus e Napoli. Un giovane di grande valore che, nella peggiore delle ipotesi, tra un paio di anni sarà ceduto ad almeno il doppio della cifra spesa per il suo acquisto, 6 milioni di euro circa. Mirati anche gli innesti di Mirante, Mbaye, Taider e Brienza: il giusto mix di esperienza, gioventù e qualità per poter ambire ad una salvezza abbastanza tranquilla. Da rimarcare anche la non cessione di Oikonomou, per il quale sono arrivate, nel corso dei mesi, numerose offerte. Niente di rilevante in fase di uscita. Onore a Pantaleo Corvino, dirigente di tutto rispetto e vecchio volpone del mercato, per troppo tempo lasciato in disparte.
Carpi 5,5: insufficienza lieve, più che altro di stima ed incoraggiamento, per una delle tre neopromosse. Già, perchè il mercato del Carpi non è stato certo dei migliori. La società biancorossa si è evidentemente mossa alla ricerca di profili low cost, come parametri zero o prestiti, per cercare di lottare disperatamente per una salvezza che, ad oggi, pare complicatissima. Ovvio, non tutti possono vantare potenzialità economiche pari a quelle, giusto per citare un’altra neopromossa, del Bologna. Si è comunque provato a rinforzare ogni reparto, puntando su scarti di altre squadre, giovani alla ricerca di visibilità e svincolati in là con gli anni ma con ancora qualcosa da dare ad una realtà come quella carpigiana. Particolare interesse desta il giovane puntero Matos, classe 1993 arrivato in prestito dalla Fiorentina, mentre sperano di rilanciarsi i vari Brkic, Zaccardo, Gabriel Silva e Marrone: protagonisti di pochi alti e molti bassi nell’ultimo triennio, i quattro, se carbureranno a dovere, potranno fornire quel ‘quid’ in più per impedire al Carpi di arrendersi in partenza. Poco convincenti gli arrivi dell’oggetto misterioso Wallace, due anni fa in prestito all’Inter dove non ha mai visto il campo da gioco, e del discontinuo Bubnjic, capace ad Udine di buone partite e topiche clamorose. Spolli e Lazzari, per quanto arrugginiti dal poco utilizzo che ne è stato fatto nei mesi scorsi, sembrano rappresentare le poche garanzie della rosa a disposizione di Castori. Da scoprire il centravanti polacco Wilczek, di contorno gli arrivi dei vari Martinho, Cofie e Gonzalez. Molte speranze sono riposte nello svincolato Borriello, che avrà bisogno di trovare presto la forma fisica. Insomma, sarebbe sicuramente servito qualcosa di più ma, purtroppo, bisogna sempre fare i conti con l’oste, un oste col portafoglio non particolarmente gonfio.
Chievo 6,5: in passato la rosa dei ‘mussi volanti’ era stata protagonista di partenze pesanti, non sempre ricambiate, sulla carta a dovere. La salvezza, però, lo scorso anno è arrivata, grazie al grande lavoro svolto da Maran. Maran che rappresenta il vero punto di forza di una squadra che, eccezion fatta che per la rivelazione Zukanovic, non ha registrato perdite importanti. Importante è stato invece confermare Paloschi, ormai specializzatosi nel ruolo di bomber di provincia e richiestissimo da Torino e Sassuolo. Per un esterno andato via, ne sono arrivati due: l’esperto Gobbi e Cacciatore, protagonista di un grande campionato due anni addietro, prima della buia scorsa stagione. Acquisto interessante è quello di Mpoku, visto nel passato campionato per sei mesi a Cagliari: grandi potenzialità, talvolta inespresse, è la grande scommessa dei clivensi, che lo hanno prelevato in prestito dallo Standard Liegi, strappandolo alla concorrenza del Genoa. Stuzzica molto l’ingaggio di Pepe, reduce dagli anni alla Juve contrassegnati da gloria ed enormi sofferenze fisiche: se verrà totalmente riabilitato dal punto di vista fisico, sarà un enorme valore aggiunto nella lotta alla salvezza. Attenzione a Castro, in passato buon protagonista a Catania e talento sin qui esibito in maniera discontinua.
Empoli 4,5: Dispiace essere così severi con la società del Presidente Corsi, tuttavia il mercato dell’Empoli è qualcosa di difficilmente comprensibile. Se la scelta di affidare la squadra a Giampaolo ha convinto in pochi, visto il curriculum pieno di esoneri dell’allenatore, ancora più perplessità hanno destato le operazioni dei toscani. La squadra aveva palesemente bisogno di rinforzi, nonostante l’ultima stagione sia arrivata una brillante salvezza che, però, ha avuto come enorme artefice Sarri, emigrato verso lidi partenopei dopo un minuzioso lavoro triennale, non certo frutto di improvvisazione. Via colonne portanti come Sepe, Rugani, Hysaj, Valdifiori, Vecino, Verdi e Tavano, sono arrivati giovani promesse che, ad oggi, non possono essere considerate all’altezza di chi le ha precedute. Da anni si aspetta l’esplosione di Camporese, preso in prestito dalla Fiorentina, e sempre dai toscani arriva il promettente pari ruolo Bittante. Ormai un veterano della Serie A è Costa, ingaggiato dopo il disastro Parma di cui suo malgrado ha fatto parte, mentre azzardo enorme è affidare la porta al giovanissimo Skorupski, lo scorso anno impiegato in qualche occasione alla Roma da Garcia, dove ha palesato ancora limiti da non sottovalutare. Da salutare positivamente l’arrivo del laterale Zambelli, uomo di esperienza ed umile soldatino. Nelle ultime ore di mercato sono stati messi sotto contratto Paredes (prestito dalla Roma), Cosic ed il bizzoso Livaja, già visto dalle nostre parti con le casacche di Atalanta ed Inter: a meno di miracoli, le cose non si mettono bene…
Fiorentina 7: Chiuso burroscosamente il rapporto con Montella (ancora sotto contratto con i viola), si è valutata la lista di elementi a disposizione sulla piazza, dalla quale, con lungimiranza, è stato scelto Paulo Sousa. Il lusitano, già grande protagonista da calciatore con la maglia della Juventus, ha cambiato volto alla squadra, senza che il rendimento, finora, ne abbia risentito. Via parecchi punti cardine della Fiorentina dei tempi passati: Neto, Savic, Salah, Diamanti, Gomez e Gilardino, oltre a qualche buona riserva come Vargas, non è arrivato lo stesso numero di giocatori in entrata. Prima di parlarne, vogliamo spendere qualche parola sulla cessione del centravanti tedesco: due anni di buona volontà, tantissimi infortuni, pochissimo rendimento. Cederlo al Besiktas, ricavandone 12 milioni, pur avendo fatto registrare una netta minusvalenza (era stato comprato per 25 milioni) è stata cosa buonissima e giusta. Ed altrettanto buona la scelta di sostituirlo con il croato Kalinic, un giramondo di grande sostanza, forse poco pubblicizzato ma dalle ottime qualità. Qualità che non mancano neppure a Suarez, spagnolo reduce dai successi con l’Atletico Madrid, nelle cui mani saranno messe le chiavi del centrocampo viola: scelta felicissima. Colpo da novanta quello arrivato nelle scorse ore, che ha portato dalle parti del ‘Franchi’ il polacco Kuba Blaszczykowski, dal Borussia Dortmund. L’esperto esterno d’attacco prenderà il posto dello scontento Joaquin, tornato al Betis per chiudere la carriera. Attenzione al ritorno alla base di Vecino, esploso lo scorso anno ad Empoli, ed al terzino Gilberto, brasiliano classe 1993 arrivato dal Botafogo, autentica sorpresa delle prime uscite. Insomma, Pradè ha badato al sodo e, ad oggi, seppure parliamo dei primissimi tempi, i fatti gli stanno dando ragione.
Frosinone 4,5: L’ossatura della squadra arrivata seconda nello scorso campionato di Serie B è stata mantenuta intatta. E’ arrivato anche qualche rinforzo ma, ad oggi, non si può promuovere il calciomercato della società laziale. Dalla Juve, in prestito, è stato prelevato il giovanissimo portiere Leali e, sin qui, nulla da eccepire, viste le qualità esibite dal ragazzo lo scorso anno a difesa dei pali del Cesena, pur retrocesso dalla massima serie. E poi? Poi c’è davvero poca sostanza. Se il giovane Verde, prelevato a titolo temporaneo dalla Roma, potrebbe essere la lieta sorpresa della stagione, si fatica a comprendere che tipo di contributo possano fornire giocatori come Diakitè e Rosi. Due elementi che, da anni, cambiano continuamente squadra finendo puntualmente col fare le riserve e senza mai essere confermati. Il difensore ex Lazio e Fiorentina non di rado si rende protagonista di errori clamorosi, mentre l’esterno romano, per una partita buona che gioca, ne fa dieci in cui non riesce a lasciare il segno. Longo, infine, rischia di appiccicarsi addosso la scomoda etichetta di eterna promessa: speriamo che, almeno a Frosinone, trovi quello spazio puntualmente negatogli, sin qui, negli ultimi anni. Da annotare anche l’acquisto del giovane Chibsah, scuola Juve ed ex Sassuolo. Non ce ne vogliano dalle parti del ‘Matusa’ ma il mercato frusinate è uno dei peggiori del campionato.
Genoa 6,5: Meno rivoluzionario rispetto al passato, quando la squadra era stata letteralmente smantellata, il Genoa ha comunque perso elementi importanti, su tutti il sorprendente Iago Falque e la rivelazione Bertolacci, entrambi finiti alla Roma, il primo ceduto in via definitiva ed il secondo in seguito alla risoluzione della comproprietà, prima di essere girato al Milan. Fine prestiti anche per i vari Roncaglia, Niang e Lestienne, i rossoblu hanno cercato di regalare a Gasperini dei rinforzi che, seppur non di grido, potessero realmente giovare alla squadra. Spicca dunque l’ingaggio dal Galatasaray di un cavallo di ritorno del nostro campionato, il macedone Pandev, che l’allenatore potrà utilizzare sia come esterno nel tridente d’attacco, che come centravanti. Altro rientro in Serie A è quello dell’elvetico Dzemaili, giunto anche lui dalla squadra truca. In difesa, in luogo di Roncaglia, è stato ingaggiato a costo zero il connazionale Munoz il che, in teoria, rappresenta senza dubbio un passo in avanti. Per il resto, si segnalano quattro scommesse più o meno interessanti. Partiamo dal serbo Lazovic, esterno offensivo arrivato dalla Stella Rossa, genio e sregolatezza in pieno stile slavo. Il ventisettenne Diego Capel, anch’egli esterno d’attacco, anni fa era considerato uno dei più lucenti talenti del calcio europeo: persosi un po’ per strada, la città della Lanterna può restituirlo ad antichi splendori. Ha firmato in prestito dal Manchester City il polivalente Ntcham, abile a ricoprire vari ruolo tra centrocampo e attacco: classe 1996, la personalità non gli manca e Gasperini ci punta non poco. Eccessivo forse parlare di scommessa, infine, per Issa Cissokho, fratello maggiore del più noto Aly, in passato vicino al Milan ed attualmente all’Aston Villa: il trentenne può senza dubbio fornire un buon contributo alla causa del grifone. Molto interessanti anche gli innesti di Ansaldi e Gakpè: il primo è un terzino sinistro per il quale, qualche anno addietro, si parlava di un futuro da primo della classe, il secondo è un calciatore d’attacco di nazionalità francese. Peccato per il mancato arrivo, in extremis, di Iturbe dalla Roma. Da non sottovalutare l’aver trattenuto Perotti, colpo che non può pesare meno di un acquisto.
Inter 8: Un mercato all’insegna dei grandi colpi quello dell’Inter, mai come adesso così attiva in fase di acquisto. Mancini è stato accontentato in ogni sua richiesta, adesso starà a lui far fruttare il materiale messogli a disposizione. La difesa è stata rivoluzionata con l’arrivo di due centrali di grande spessore: l’esperto Miranda, grande protagonista negli ultimi anni con l’Atletico Madrid, ed il rampante Murillo, colombiano reduce dall’esperienza al Granada. Per la fascia destra è arrivato Montoya, operazione non eccelsa dato che al Barcellona non ha mai avuto grande spazio, al punto che Mancini sembra averlo già relegato al ruolo di riserva. In copertina ci va Kondogbia, strappato alla concorrenza del Milan con un assegno di quasi 40 milioni di euro. E’ lui l’elemento scelto per ridare lustro ad un centrocampo che, negli anni post triplete, ha vivacchiato tra elementi poco validi o comunque discontinui. Ed a centrocampo è arrivato anche il regista tanto agognato da Mancini: per 3,5 milioni di euro dal Galatasaray ecco Felipe Melo. Dai turchi anche l’esterno brasiliano Alex Telles. Colpo da novanta in attacco, dove è stato aggiunto Stevan Jovetic, nella speranza che torni il fenomeno ammirato con la maglia della Fiorentina. Conclusa bene anche una delle telenovelas più lunghe dell’estate: dopo l’enorme corteggiamento, Perisic ha lasciato il Wolfsburg per firmare con i nerazzurri. Un affare di non poco conto, considerato il valore dell’esterno offensivo bosniaco, sottovalutato. Da promuovere anche il prestito, con diritto di riscatto, di Ljajic dalla Roma: sarà una delle alternative a Jovetic e Perisic. Insomma, spese pazze ma anche lauti incassi. Già, perché Shaqiri, dopo sei mesi in cui gli è stato concesso poco, è stato ceduto allo Stoke City per 17 milioni ma, soprattutto, perché il talentuoso ed acerbo Kovacic è stato spedito per quasi 40 milioni di euro al Real Madrid: nessuno avrebbe potuto rifiutare una simile offerta, pur con tutta la stima per il potenziale che il croato porta in dote. Considerato che Mancini non vi faceva particolare affidamento, comprensibile anche la cessione di Hernanes alla Juventus, pur se in cambio di 11 milioni di euro, a fonte dei 25 spesi per comprarlo nel gennaio 2014. Piazzato nel finale anche Andreolli, finito al Siviglia. Insomma, i dirigenti dell’Inter hanno svolto un ottimo lavoro anche se qualche esubero in più sarebbe stato opportuno piazzarlo. Magari ci si rifarà a gennaio…
Juventus 8-: Un mercato a due facce quello dei bianconeri: sino a pochi giorni dalla chiusura dei giochi, avrebbero meritato la palma di miglior società in assoluto. Del resto, non è mai facile ricostruire una squadra e Marotta e colleghi lo stavano facendo molto bene. Poi, però, qualcosa è andata storta ed ecco che si fa fatica a comprendere alcune operazioni. Come lo svincolo di un centravanti di tutto rispetto come Llorente, spedito al Siviglia senza guadagnare neppure un soldo. A prescindere dal fatto che si sia voluta dare riconoscenza al giocatore, a prescindere dall’enorme cifra risparmiata dal mancato ingaggio da versare a Llorente (circa 20 milioni di euro in due anni), si fatica a condividere un’operazione del genere. Il vero pasticcio è legato, però, al mancato arrivato di Draxler: la Juve ha esitato tanto, troppo, fino a che il giovane tedesco non è finito al Wolfsburg. E tutto questo perché? Per cercare di risparmiare un paio di milioni? Inaccettabile, se parliamo di un giocatore considerato indispensabile nel nuovo disegno tattico di Allegri. Poco convincente anche la gestione di Zaza: riscattato per 18 milioni dal Sassuolo (già qua c’era da rimanere perplessi), era stato poi praticamente ceduto al West Ham prima ed all’Olympique Marsiglia poi. Solo le contemporanee partenze di Llorente e Coman hanno evitato che ciò accadesse. Di certo bisognerà fare i conti, adesso, con un calciatore sfiduciato. A proposito di Coman, a certe cifre (8 milioni per il prestito biennale più 20 di riscatto), porte aperte al Bayern Monaco. Continuando a rimanere in tema di cessioni, sono andati via elementi del calibro di Pirlo, Vidal e Tevez. Il solo cileno ha rimpinguato le casse bianconere, grazie ai 40 milioni di euro versati dal Bayern Monaco. Perdite pesanti, cui la dirigenza juventina ha cercato di rimediare con acquisti di tutto rispetto. Il colpo Dybala, definito a campionato ancora da concludere, ha messo i bianconeri al riparo da ogni rilancio della concorrenza, che pure era assai folta: lui, più di ogni altro, può garantire ai Campioni d’Italia continuità di rendimento con gli anni passati. Essenziali anche gli innesti sugli esterni, che la Juve aspettava da un paio di anni: i circa 26 milioni di euro per Alex Sandro molto probabilmente risulteranno ben spesi, mentre l’operazione legata a Cuadrado è un vero proprio colpo da maestro. Per meno di 2 milioni si mette alla prova un giocatore che, non più tardi di un anno fa, prima delle depressioni londinesi, spadroneggiava in Serie A. Se le cose andranno bene, versare 25 milioni al Chelsea non sarà un problema. Nell’ultimo giorno si è concluso per due centrocampisti: il giovane Lemina dall’Olympique Marsiglia e, a sorpresa, Hernanes dall’Inter. Il brasiliano è elemento di buon valore che potrà essere impiegato in più ruoli. Tuttavia non si tratta di quel giocatore capace di garantire il salto di qualità. Da non sminuire l’innesto di Khedira, a costo zero, pur tenendo presente che parliamo di un giocatore fattosi subito male e reduce da un paio di anni in cui di infortuni ne ha avuto più di qualcuno. Con Neto, sempre senza spendere soldi, ci si è assicurati un buon erede dell’inimitabile Buffon, mentre aver resistito alle numerose offerte ricevute per Rugani e Pogba è sintomo di big del calcio mondiale. Insomma, il voto assegnato ai bianconeri è una sorta di media tra la prima ed ampia parte di mercato e la zona conclusiva, in cui i bianconeri hanno segnato numerose battute a vuoto.
Lazio 6,5: In questa sessione di mercato i capitolini hanno avuto il merito di trattenere i vari gioielli della squadra, su tutti De Vrij, Biglia, Candreva, Keita e Felipe Anderson. Le offerte c’erano e avrebbero fruttato importanti plusvalenze alla Lazio che, però, ha deciso di non stravolgere la squadra. A chi rimprovera il mancato arrivo di rinforzi incisivi, rispondiamo che sono arrivati dei giovani che rappresentano qualcosa di più delle semplici promesse. Kishna ha già dato dimostrazione, alla prima di campionato, quali siano le sue fantastiche qualità: rapidità di esecuzione, tecnica sopraffina, buona rapidità. Ricordiamoci che parliamo di un classe 1995. Stessa età per il centrocampista Milinkovic Savic, protagonista di un lungo tira e molla con la Fiorentina pochi giorni prima di firmare con la Lazio. Meno convincente, invece, l’inglese Morrison, ventiduenne prelevato a costo zero dal West Ham e mai del tutto entusiasmante. Buona cosa anche la richiamata alla base di Stefano Mauri, il cui contratto era stato fatto scadere, prima del riavvicinamento tra le parti. Il Capitano potrà dare il suo contributo in quella che sarà una stagione molto faticosa. Considerato la facilità all’infortunio di Klose e Djordjevic, ci sta tutto l’ingaggio di Matri dal Milan. Assolutamente indolori le uscite dei vari Novaretti, Ledesma, Cavanda e compagnia varia.
Milan 7,5: La volontà di rinforzare la squadra, per i rossoneri, è stata netta ed evidente: di soldi ne sono stati spesi e, a differenza dei cugini, qui di introiti non ce ne sono stati. Eppure è arrivato uno dei centravanti più forti d’Europa, vale a dire Carlos Bacca, prelevato dal Siviglia per 30 milioni di euro. Attacco rivoluzionato, visto che si sono aggiunti anche Luiz Adriano e, nella sorpresa generale, Mario Balotelli. E se quello del brasiliano è innesto di un certo valore, a prezzo tutto sommato contenuto (8 milioni), il ritorno di Supermario merita un capitolo a parte. Azzardato o no riportare Balotelli al Milan, dopo l’ultimo anno trascorso praticamente da inutilizzato? Soppesato il valore assoluto del giocatore (alto) e considerato il denaro speso (quasi nullo) viene da dire che, in fondo, è un affare che ci può stare: se le cose non andranno come auspicato, Balotelli potrà rifare i bagagli destinazione Liverpool. Cifre enormi per Romagnoli e Bertolacci: forse ipervalutati al momento, considerate quelle che sono comunque le cifre di questi tempi non ci si è discostati più di tanto dal trend generale. Tutto sommato, ci può stare. Come ci può stare l’arrivo di Kucka dal Genoa: buona riserva, grande grinta, discreti tempi di inserimenti. Fari puntati, infine, su Rodrigo Ely, richiamato alla base dopo vari prestiti e sul quale Mihajlovic punta molto. In difesa, però, un paio di rinforzi in più sarebbero stati cosa buona e giusta, come anche in cabina di regia.
Napoli 6: Si è badato al sodo in questa sessione di mercato, lasciando da parte i nomi di grido e puntando su giocatori per la maggior parte richiesti dal nuovo allenatore, Sarri. Per questo sono arrivati i fidati Hysaj e Valdifiori, protagonisti lo scorso anno, insieme al tecnico toscano, della bella stagione dell’Empoli. Centrocampo stravolto perché, oltre al regista, è arrivata anche una delle migliori mezzali del campionato passato, vale a dire il brasiliano Allan. Buoni rinforzi che dovrebbero dare una marcia in più alla linea mediana, reduce da annate di affanni e stenti tra i vari David Lopez, Inler, De Guzman e compagnia varia. Il miglior colpo, però, sembra essere il ritorno tra i pali di Pepe Reina, una sicurezza vera e propria dopo le paturnie della scorsa annata. Ciò che rende perplessi, e non poco, è il fatto che si sia scelto di acquistare un solo difensore centrale che, peraltro, negli ultimi anni, vissuti al Tottenham, non ha mai convinto: parliamo del rumeno Chiriches, disastroso all’esordio contro il Sassuolo e parso troppo lento ed impacciato. In mezzo al campo è arrivato anche, in prestito dal Chelsea, l’inglese Chalobah. Insomma, buoni investimenti ma, nel complesso, si sarebbe potuto decisamente osare di più. Un peccato non essere riusciti a sistemare qualche sovrannumero a centrocampo, su tutti il già citato De Guzman, che ha rifiutato ogni destinazione prospettatagli. E meglio stendere un velo pietoso sulla vicenda Soriano: tirarla per le lunghe fino all’ultimo secondo per poi veder saltare tutto. Che senso ha?
Palermo 6: Sono andati via tre elementi di assoluto valore come capitan Barreto, il gioiello Dybala ed il bomber Belotti. Tre cessioni apparse inevitabili, per tutta una serie di motivi. Il centrocampista era in scadenza di contratto e, da settimane, si era accordato con la Sampdoria. Il campioncino argentino si è trasferito alla Juve in cambio della modica cifra di oltre 40 milioni di euro (eventuali bonus compresi). L’attaccante italiana, che pareva destinato ad un’annata di consacrazione, non si è accordato per il prolungamento del contratto ed è stato perciò spedito dalle parti della Torino granata in cambio di 8 milioni di euro. Il colpo da novanta è stato lo svincolato Gilardino che, pur con le sue 33 primavere, potrà ancora dire, eccome, la sua in Serie A, soprattutto con accanto Vazquez, la cui conferma è stato un vero e proprio sacrificio per Zamparini. Sacrificio comunque con scopo di lucro, visto che la speranza, per il patron rosanero, è quella di vederne il valore del cartellino ancora più accresciuto. Per il resto, tante scommesse, come quelle del talentino svedese Hiljemark e del macedone Trajkovski, un’ottima riserva con buone possibilità di diventare titolare come Brugman ed il difensore El Kaoutari, il quale dovrebbe assestare una difesa apparsa troppo ballerina in passato. Curiosità per il talentino brasiliano Cassini, preso dal Corinthians. Forse, nel complesso, ci si aspettava qualcosina di meglio.
Roma 8,5: In ogni sessione Sabatini fa un calciomercato spettacolare, soprattutto in fase di entrata. La speranza, stavolta, è che il finale sia più luminoso di quelli visti negli ultimi due anni. Ovvio che l’acquisto di un calciatore del calibro di Dzeko, peraltro ad una cifra neppure eccessiva (18 milioni di euro), sia da standing ovation. Ed è evidente che aver strappato Salah alla folta concorrenza sia sinonimo di grande abilità, anche grazie ad un importante portafogli, è bene sottolinearlo. Altrettanto merito nell’aver avuto la meglio su Juventus e Barcellona nella corsa al campioncino Gerson, che si unirà alla squadra dal prossimo gennaio. Azzeccata pare la scelta di aver puntato sul polacco Szczesny come nuovo portiere, ed anche l’innesto di Iago Falque, a breve termine, dovrebbe dare i suoi frutti. Intrigante ma del tutto rischiosa la scelta di puntare sul giovane tedesco Rudiger come terzo difensore centrale, benino Gyomber come quarto dello stesso ruolo. Manna dal cielo è sicuramente Digne, nuovo laterale mancino arrivato dal Paris Saint Germain. Note stonate, però, sono il pasticcio legato a Gervinho, prima ceduto e poi di nuovo sul groppone, e i continui cambi di idea relativi ad Iturbe, in procinto di andare al Genoa ma poi trattenuto: decisione comunque giusta. Miracolosa la cessione per 9 milionid i euro di Yanga Mbiwa al Lione, necessariee le partenze di Ljajic ed Ibarbo, rispettivamente, verso Inter e Watford: troppi esterni in rosa.
Sampdoria 6,5: Mihajlovic è andato via e, con lui, alcuni protagonisti della splendida stagione passata, su tutti Romagnoli, Obiang e Okaka, mentre il passaggio di Soriano al Napoli è passato all’ultimo secondo. Sono però stati presi dei buoni sostituti che, se possibile, innalzano ulteriormente la qualità della squadra. Si pensi in primis all’esterno Zukanovic, acquistato dal Chievo nonostante la folta concorrenza dell’Inter, ed al centrocampista ruvido dai piedi buoni, proveniente dallo Shakhtar Donetsk, Fernando. Aggiungono esperienza al reparto arretrato Cassani e Moisander, ma la vera incognita è il ritorno di Cassano. Saprà Fantantonio lasciare il segno come nei bellissimi anni passati? Oppure sarà solamente un peso per la squadra in campo e, soprattutto, nello spogliatoio? Zenga non è tipo da fare sconti a nessuno, è chiaro che l’attaccante barese avrà da lavorare duramente per ottenere credito dal suo nuovo allenatore. Non si discute uno come Barreto, le operazioni legate a Puggioni e Rodriguez sono puro contorno. Attenzione anche ai due giovani di lusso: Bonazzoli, arrivato a titolo definitivo dall’Inter, e Carbonero, prelevato in prestito dalla Roma. Per il resto, la conferma di Eder vale più di ogni acquisto. Un buon mercato, aspettarsi di più era difficile.
Sassuolo 6: Dalle parti di Sassuolo si opera con molta lungimiranza, dando sempre un’occhiata al portafogli senza mai, però, lasciarsi andare a troppi sacrifici. Salutato dopo due anni Zaza, dalla sua cessione sono stati incassati ben 18 milioni di euro dalla Juvetus: oro colato per un giocatore che, ad oggi, pur se dotato di talento non ha mai dimostrato di valere tutti questi soldi. Perso anche Taider, tornato all’Inter per fine prestito. In luogo dei due, si è scelto di puntare su elementi che, probabilmente, non solo non faranno rimpiangere i propri predecessori ma, se si impegneranno seriamente, potranno fare anche meglio di loro. Ci riferiamo al ghanese Duncan, in prestito dall’Inter, ed al francese Defrel, tra le più piacevoli sorprese della stagione precedente e seguito da mezza Serie A. Il centrocampista ha grande quantità ma guai a sottovalutarne le buone qualità: può dare un grosso aiuto e segnare anche qualche goal. Defrel è dotato di ottima velocità e buona tecnica, se affinerà il proprio fiuto del goal potrà tranquillamente andare in doppia cifra. Riuscire a tenere Berardi è stato molto importante, da prestare attenzione al giovane Falcinelli, tornato dal prestito al Perugia. Per il resto, operazioni di profilo minore.
Torino 7: Si stanno specializzando, dalle parti della Torino granata, nel fare mercato di alta classe: vendere, incassando parecchio, e poi andare a fare investimenti mirati, intelligenti, se necessario anche tirando fuori una buona somma di denaro. Salutato con la giusta riconoscenza Darmian, per il il quale il Manchester United ha pagato 22 milioni di euro, di terzini ne sono arrivati due. Uno è l”uruguagio Avelar, dal Cagliari: grande corsa, sinistro mortifero, con Ventura può raffinarsi dal punto di vista tattico, dove a volte ha peccato in passato di indisciplina. L’altro è invece Zappacosta, il cui mancato acquisto da parte di una delle big della Serie A rimane uno dei misteri dell’ultimo mercato: può diventare un punto fermo anche della nazionale italiana. Come Baselli, regista proveniente anch’egli, come Zappacosta, dall’Atalanta: appena 11 milioni di euro per due dei più fulgidi talenti del calcio nostrano. Standing ovation per il ds Petrchi. Giovane, italiano e di grande qualità anche il nuovo centravanti granata, Belotti, costato 8 milioni. Una buona mano la darà anche Acquah, prelevato dall’Hoffenheim. Se a ciò aggiungiamo che Cairo ha scelto di dire no alle cospicue offerte provenienti da Napoli per Maksimovic e dalla Roma per Bruno Peres, ci rendiamo conto di quanto davvero valido sia stato l’operato della dirigenza torinista.
Udinese 6,5: Non ha avuto grosse perdite l’Udinese, eccezion fatta che per lo straripante Allan, finito al Napoli. In casa c’erano già un paio di elementi buoni a prenderne il posto, come Badu, tuttavia è stato portato in bianconero dal Granada, altra società di proprietà dei Pozzo, il cileno Iturra, mediano rognoso e parecchio grintoso. Rinforzi sulle fasce: è stato riportato alla base il brasiliano Edenilson, lo scorso anno al Genoa, che dovrebbe presidiare la fascia destra, mente sull’out opposto agirà il primo iracheno della Serie A Ali Adnan, da alcuni incautamente paragonato a Roberto Carlos e Bale. Ha qualità Adnan, ottima corsa, sinistro potentissimo, tuttavia all’esordio gli abbiamo visto compiere degli elementari errori in fase di appoggio. Qualche dubbio sull’acquisto di Marquinho, il vero colpo da novanta è Duvan Zapata: due anni di prestito dal Napoli, ha tutto per raccogliere l’eredità di Totò Di Natale e crescere al suo fianco. Può assicurare un importantissimo numero di goal, e non solo.
Verona 6: Ceduti numerosi elementi che facevano più che altro da ornamento, eccezion fatta che per il regista Tachtsidis, patron Setti ha deciso di regalare a Mandorlini un altro potenziale Toni: parliamo di Pazzini, per il quale c’erano in ballo almeno altre cinque squadre di Serie A. Il ‘pazzo’ ha scelto l’Hellas, probabilmente convinto proprio dall’ex compagno Luca, la convivenza con il quale desta, però, numerosi dubbi. Di certo, due centravanti così li hanno poche squadre. Sembra aver fatto centro il ds Bigon con l’ingaggio dell’esterno francese Souprayen, buona gamba e piedi discreti, la grande scommessa è però Viviani, preso a titolo definitivo dalla Roma e talento assai grezzo, da raffinare. Classe 1992, su di lui le aspettative sono molte. Enorme punto interrogativo è Romulo: partito un anno fa tra grandi rimpianti verso la Juve, in bianconero quasi nessuno si è accorto del suo passaggio. Se tornerà ai livelli di un paio di stagioni addietro, sarà valore aggiunto.