Calciomercato Fiorentina, Cognigni alza la voce: “non siamo un supermercato!”

Calciomercato Fiorentina – “La Fiorentina ha sempre dimostrato che non e’ un supermercato, dove chiunque arriva puo’ scegliere, andare alla cassa e pagare il prezzo dovuto. La Fiorentina lo ha confermato l’anno scorso, mantenendo tutta la rosa e ha un progetto su cui basare la propria crescita. Borja Valero? Noi non mettiamo in vendita alcun giocatore ma necessariamente vogliamo che chi rimane alla Fiorentina lo faccia con convinzione”. Lo ha detto il presidente esecutivo viola, Mario Cognigni, ospite del violaclub “Scoglio-nati viola” all’Isola d’Elba. “Borja Valero lo vedo che continuamente, costantemente, fa dei tatuaggi alle braccia ripercorrendo la sua storia a Firenze o mettendo qualche monumento nuovo; quindi questo mi lascia pensare che lui voglia rimanere. Deve pero’ restare convinto del titolo che non ha, ma che si sente, di sindaco di Firenze, come molti lo descrivono. Deve essere sindaco in campo con il comportamento, l’insegnamento e anche nei rapporti con la societa’. Se lui accetta che tutto cio’ si puo’ realizzare. La scorsa settimana a una giornalista che mi ha chiesto se era vero che avremmo venduto all’Inter Borja Valero per cinque milioni ho risposto che non mi risulta che il giocatore sia in vendita. Noi non lo vendiamo”, ha aggiunto Mario Cognigni.

Bernardeschi (Foto LaPresse/Jennifer Lorenzini)
Bernardeschi (Foto LaPresse/Jennifer Lorenzini)

Calciomercato Fiorentina – “Bernardeschi? Noi abbiamo fatto un’offerta di rinnovo importante, forse la piu’ importante possibile per un giocatore della sua eta’. Non abbiamo ricevuto risposta. Il tempo non gioca a nostro favore. Lui sicuramente puo’ decidere di andare via. Dobbiamo trovare giocatori attaccati ai nostri colori”, ha proseguito il dirigente gigliato. “I nostri campioni sono Bernardeschi, Chiesa e Babacar; poi ci sono Hagi e altri ragazzi, della Primavera, che sono arrivati in finale contro l’Inter. Mi auguro di vederli per tanti anni in maglia viola ma oggi le societa’ sono ostaggio dei giocatori e non il contrario. Noi ci mettiamo passione e determinazione; poi pero’ arriva un momento in cui le decisioni non le possiamo prendere noi. Paulo Sousa? Avevamo pensato di esonerarlo prima della partita contro il Napoli ma dopo quella gara ci e’ sembrato poco utile e corretto cambiare l’allenatore. Cambiare Sousa avrebbe comportato il rischio che alcuni giocatori del nocciolo duro avrebbero protestato”, ha concluso Mario Cognigni. (ITALPRESS).