Calciomercato Milan, Fassone si sbilancia sul futuro: “senza la Champions…”

CALCIOMERCATO MILAN – L’inizio di stagione del Milan è stato importantissimo, i rossoneri hanno intenzione di bissare contro il Cagliari il successo contro il Crotone. Interessanti indicazioni di Marco Fassone in una lunga intervista al ‘The Guardian’: “Stiamo già lavorando per rimborsare Elliott e lo faremo possibilmente all’inizio del 2018. Il tasso di interesse che il Milan sta pagando sui 120 milioni è alto, ma non tremendo se consideriamo il tasso nel debito che l’Inter o la Roma hanno avuto con Goldman Sachs al momento del loro finanziamento. Nel peggiore degli scenari nel mese di ottobre del prossimo anno il proprietario del Milan sarà Elliott. E’ uno dei più grandi fondi di investimento nel mondo che potrebbe tenere il club o rivenderlo. Pagherebbero solo 300 milioni, un prezzo davvero basso, e potrebbero fare business, il loro lavoro”.

LaPresse/Francesca Soli
LaPresse/Francesca Soli

CALCIOMERCATO MILAN – “All’UEFA ho presentato un piano più conservativo che mostra una progressione del club anche se non raggiungerà la Champions League in questa stagione. In quel caso, l’investimento sul mercato non potrebbe essere alto e dovremmo pensare anche di vendere uno dei nostri top player. Siamo con ogni probabilità il club più internazionale in Italia. La Juventus ha più titoli nazionali, ma il calcio europeo è nel DNA del Milan. La casa del Milan per natura deve essere la Champions League. Questo è l’obiettivo che i nostri proprietari ci hanno posto: vorrebbero vedere il Milan costantemente in Champions negli anni a venire”.

CALCIOMERCATO MILAN – “Avremmo potuto decidere di comprare 3 o 4 giocatori quest’anno e fare lo stesso l’anno prossimo, che avrebbe forse reso più semplice l’integrazione degli stessi nella squadra, ma con il ds Mirabelli abbiamo deciso di fare una grande rivoluzione quest’anno. Sappiamo che potrebbe volerci un anno circa per vedere integrati tutti i giocatori, ma in questo modo l’anno prossimo saremo nella posizione di cambiare magari due o tre giocatori che non renderanno nel miglior modo. E’ un rischio calcolato”.